Germania, il futuro della Merkel deciso dagli iscritti Spd

Il leader della Spd Sigmar Gabriel con la cancelliera Angela Merkel
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Da mesi proseguono le trattative tra la Cdu della Cancelliera e i socialdemocratici per la formazione di un governo di larghe intese. Ma l'accordo potrà essere bocciato dalla base del partito di sinistra. Il rischio è un'inedita instabilità politica

di David Saltuari

Un fantasma si aggira per la Germania. E' il referendum tra gli iscritti della Spd che dovrà sancirà l'accordo di governo tra i socialdemocratici e la Cdu di Angela Merkel, uscita vittoriosa dalle elezioni del 22 settembre ma non abbastanza forte da poter governare da sola. Una consultazione dall'esito incerto, che rischia di far precipitare il Paese nell'incertezza e verso un possibile, indecoroso, ritorno alle urne.

Merkel potrebbe ridiventare Cancelliere il 17 dicembre - Da oltre due mesi i due partiti tedeschi duellano in estenuanti trattative per trovare la quadratura del cerchio, un compromesso che permetta le "larghe intese alla tedesca". Fino ad allora resta in carica il vecchio governo, mentre al Bundestag le commissioni non possono insediarsi. Secondo la roadmap approntata dai due partiti, entro questa settimana l'accordo dovrà essere formalizzato e reso pubblico. Come deciso dalla Spd, nella prima settimana di dicembre, gli iscritti socialdemocratici dovranno inviare per posta la propria approvazione (o rifiuto dell'accordo). Al più tardi il 15 dicembre verranno resi pubblici i risultati e, se positivi, Angela Merkel diventerebbe Cancelliera il 17 dicembre. Ma proprio l'approvazione da parte dei militanti socialdemocratici si sta rivelando ogni giorni di più un risultato molto meno scontato del previsto.

Le questioni ancora aperte
- Il corpulento segretario della Spd, Sigmar Gabriel, dovrà presentarsi davanti agli iscritti del suo partito con ricche concessioni strappate alla Cdu di Angela Merkel. A tutt'oggi non ha molto da offrire ai militanti: qualche aumento negli assegni familiari, quote rosa nei cda aziendali dal 2016, un freno al caro affitti. Poco per convincere una base di iscritti da sempre molto fredda all'idea di un abbraccio con Angela Merkel. Sul tavolo restano ancora aperte le questioni dirimenti e prioritarie per i socialdemocratici: il salario minimo garantito a 8,5 euro l'ora, la doppia cittadinanza, la pensione a 63 anni. Tutti punti sui quali le 12 commissioni create dai due partiti per appianare le divergenze tra i due partiti non sono riuscite a trovare lo spiraglio di un accordo lasciando ai leader dei tre partiti (Cdu, Csu e Spd) il compito di definire la bozza di accordo definitiva.

Der Spiegel: "Base Sdp contraria a Grosse Koalition"
- La decisione di chiedere il parere dei 473mila iscritti era arrivata a pochi giorni dalle elezioni, un modo per coinvolgere una base considerata riottosa e per mettere sotto pressione la Cdu. Ma che ora rischia di diventare un boomerang per i vertici della Spd. Già al congresso del partito di Lipsia, poche settimane fa, il clima tra gli iscritti era molto freddo verso la dirigenza. A suonare il campanello d'allarme è ora anche il settimanale Der Spiegel, che in un'inchiesta fatta tra i circoli del partito registra una crescente opposizione alle larghe intese. Una scelta, secondo il settimanale, nata anche per punire una dirigenza che alle scorse elezioni ha incassato uno dei peggiori risultati nella storia del partito. Una presa di posizione che viene duramente criticata dal maggiore quotidiano di area progressista tedesco, la Sueddeutsche Zeitung, che in un duro editoriale scrive che "molti iscritti alla Spd non vogliono rendersi conto che il 22 settembre scorso il loro partito non ha ottenuto la maggioranza assoluta", ma che rischia comunque di passare tra i militanti.

Le alternative in caso di bocciatura delle larghe intese
- Un'eventuale bocciatura della Gro.Ko, come ormai è stata ribattezzata dai media tedeschi, porterebbe alle immediate dimissioni di tutta la dirigenza della Spd, facendo precipitare il partito nella più grave crisi dal secondo dopoguerra. A quel punto potrebbero rientrare in gioco i Verdi, che in via informale hanno già fatto sapere che di essere disponibili a nuovi colloqui con la Cdu. Incontri che però non inizierebbero prima di gennaio 2014 con un possibile accordo di governo che arriverebbe alle porte della primavera del prossimo anno. L'alternativa sarebbe un indecoroso ritorno anticipato alle urne. Un duro colpo per l'immagine della stabilità tedesca.

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