Il trionfo del social-ego: “selfie” eletta parola dell'anno

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Il termine che indica gli autoscatti pubblicati sui social network è stato nominato dagli Oxford Dictionaries il più popolare del 2013. Una scelta quasi inevitabile visti i risultati: nel 2013 è cresciuto del 17mila%

di Raffaele Mastrolonardo

Mi auto-fotografo, dunque sono. Nell'era della connessione a Internet permanente per avere la certezza della propria esistenza non c'è bisogno di ricorrere ai ragionamenti di Cartesio e al suo “cogito ergo sum”. Basta tirare fuori lo smarpthone, puntarlo su se stessi, scattare una foto e poi pubblicare il risultato sul web. Saranno “mi piace” e “commenti” a dirci se facciamo o no parte di questo mondo molto più in fretta del dubbio iperbolico del filosofo secentesco. A testimoniare che oggigiorno è questa la strada preferita verso la certificazione dell'identità individuale sono arrivati anche gli Oxford Dictionaries che hanno eletto “selfie”, termine che indica gli autoscatti messi in Rete, parola dell'anno. E, a quanto pare, non c'è stato bisogno nemmeno di tanta discussione: l'evidenza, sotto forma di centinaia di milioni di autoritratti, era semplicemente troppa. “Sembra che chiunque sia qualcuno abbia postato un selfie su Internet”, si legge nella motivazione della decisione.

Celebrità -  Come ci spiega un'infografica realizzata dagli stessi Oxford Dictionaries, l'uso del termine nel 2013 è cresciuto del 17mila% e la pratica dell'ego-scatto ha raccolto adepti del calibro della famiglia Obama e del Papa (anche se, bisogna precisare, non era Francesco a tenere in mano il telefonino ma un gruppetto di fan). Secondo altre stime, l'11 % delle foto pubblicate su Instagram sarebbero proprio “selfie” e tra i più implacabili replicatori digitali di se stessi ci sono le star del pop che così danno il loro contributo alla diffusione della moda. Da Justin Bieber a Rihanna passando per Lady Gaga non c'è icona della musica che non abbia imboccato la strada dell'autoscatto social.

Moda – L'origine del termine, spiegano gli Oxford Dictionaries, sarebbe australiana e andrebbe fatta risalire ad un post apparso in un forum online nel 2002 in cui l'autore si scusa per avere  fatto riferimento ad un evento personale (“selfie”). Per diventare popolare la parola ha però dovuto aspettare ancora una decina d'anni, quando la diffusione di social network e smartphone ha sdoganato del tutto l'auto-fotografia e la pratica, divenuta di massa, ha avuto bisogno di un nome. Oggi, come dimostrano indirettamente i numeri delle ricerche di Google, nessuno sembra più avere bisogno di scusarsi quando propaga immagini di sé.

Ricerche su Google



Niente di nuovo – Certo, se nel 2013 parliamo di un fenomeno che riguarda centinaia di milioni di persone e altrettante foto, non è che nel passato si fosse del tutto immuni dalla tentazione di auto-replicarci via immagini. Anzi, gli autoritratti (sia pittorici che fotografici) sono sempre esistiti tanto che qualche utente Twitter si è chiesto, ironicamente, se il primo “selfie” non risalga addirittura al 1839.


E se proprio si fatica a trovare antecedenti illustri, c'è sempre Photoshop. Come ha dimostrato l'intelligente campagna pubblicitaria di un quotidiano sudafricano, non ci vuole poi molto a immaginare (e trasformare) alcune fotografie storiche in altrettanti “selfie” con personaggi come Churchill o Jacqueline Kennedy impegnati ad immortalarsi.

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