Stati Uniti, 50 anni dopo Dallas ricorda la morte di Jfk

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Il 22 novembre 1963 veniva assassinato John Fitzgerald Kennedy. Per la prima volta a Dealey Plaza si riuniscono migliaia di persone per rendere omaggio al 35esimo presidente degli Stati Uniti

Da Dallas al cimitero di Arlington - dal luogo della tragedia a quello della memoria  - il momento del ricordo è arrivato. L'America si prepara a riflettere sulla perdita della sua innocenza, sul giorno in cui, il 22 novembre 1963, John Fitzgerald Kennedy , il 35esimo presidente degli Stati Uniti d'America fu assassinato nelle braccia della moglie Jacqueline Lee Bouvier, detta Jackie, il cui vestito rosa confetto fu imbrattato di sangue. Un'immagine indelebile nel ricordo di chi l'ha vista, replicata migliaia di volte sulle tv di tutto il mondo. Come le bombe a Pearl Harbor e il crollo delle Torri Gemelle, l'assassinio di John F. Kennedy è rimasto scolpito nella memoria collettiva globale come uno di quei rari momenti in cui chi allora era vivo ricorda esattamente dov'era e cosa stava facendo. Fu, all'epoca, il primo assassinio teletrasmesso.

La commemorazione a Dallas -  Dallas si prepara a commemorare per la prima volta in 50 anni quel giorno che ha cambiato la storia. Venerdì 22 novembre 2013 in Dealey Plaza, la piazza dove morì Jfk, si riuniranno centinaia di persone per rendere omaggio al presidente. "Vogliamo onorare Kennedy, vogliamo mostrare che Dallas lo amava sul serio allora e che ha imparato a rispettarne la leadership", ha detto il sindaco democratico Mike Rawling.

Il mistero del delitto del XX secolo - E a 50 anni di distanza c'è ancora chi si chiede se sia stato davvero solo Lee Harvey Oswald a premere il grilletto e uccidere il presidente d'America. Se l'assassino sia davvero quel 24enne con un passato nei Marine e una diserzione in Urss, conclusasi con il rientro negli Stati Uniti nell'estate del 1962. Quesiti che lambiscono anche la Casa Bianca. "Ho seri dubbi che Oswald abbia agito da solo. Ho certamente seri dubbi che si sia motivato da solo. Non sono sicuro che abbia avuto complici, non arrivo a credere che ci sia stato un secondo sparatore, ma ho seri dubbi sul fatto che si sia detto tutto sul periodo e sulle influenze subite da Oswald a Cuba e in Russia" ha dichiarato qualche giorno fa John Kerry alla Nbc.

Uno storify per ripercorrere quei momenti che hanno scritto la storia:

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