Greenpeace, Paul McCartney scrive a Putin: “Liberateli”

Gli attivisti di Greenpeace mostrano il loro supporto per la liberazione degli Arctic 30 all'entrata del National Stadium durante l'UN Climate Change Conference 2013 a Varsavia
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In una lettera l’ex Beatle chiede al leader del Cremlino di restituire alle famiglie i 30 attivisti arrestati per il blitz contro una piattaforma e ora in carcere a San Pietroburgo. “Non sono anti-russi” dice. Tra loro c’è l’italiano Cristian D’Alessandro

L'ex Beatle Paul McCartney ha scritto una lettera aperta al presidente russo Vladimir Putin chiedendogli di "usare la sua influenza" per restituire alle loro famiglie i 30 attivisti della Arctic Sunrise, tra i quali c’è anche l’italiano Cristian D’Alessandro, agli arresti in Russia da settembre dopo l'assalto alla piattaforma Gazprom nell'Artico. Il testo è pubblicato sul sito ufficiale dell'artista. Greenpeace, assicura l'artista, non ha “mai e in nessun luogo al mondo preso soldi da governi o aziende”. I 30 si trovano ora a San Pietroburgo, dove sono stati trasferiti tre giorni fa. La loro custodia preventiva scade il 24 novembre, ma potrebbe essere estesa entro il 17. Intanto l'organizzazione ha lanciato su Twitter l'hashtag #metticilafirma, per chiedere al presidente del Consiglio Enrico Letta di prendere una posizione forte per chiedere la liberazione degli Arctic30.

La lettera di Paul McCartney - "Caro Vladimir, spero che questa lettera ti trovi in buona salute", esordisce informale il musicista, "Spero non ti dispiaccia se sollevo il problema". Poi si lancia in una difesa appassionata delle buone intenzioni dei militanti ecologisti, mostrando di conoscere il cuore delle preoccupazioni del Cremlino: "I miei amici russi dicono che in alcuni ambienti, i manifestanti sono considerati nemici della Russia, che fanno la volontà dei governi occidentali". Falso, assicura il cantante inglese: "Greenpeace non è una organizzazione anti-russa. Danno sempre fastidio a questo o quel governo, certo. Ma, lo dico perché lo so, non hanno mai e in nessun luogo al mondo preso soldi da governi o aziende". Lo stesso Putin aveva rifiutato di classificare come "pirateria" l'azione di protesta dei 30. "Accettano la responsabilità di quello che hanno fatto veramente", nota McCartney: "Ma non si può trovare una soluzione del problema che convenga a tutti?", chiede. E, pur giurando di dare per scontata l'indipendenza della magistratura in Russia, conclude: "Mi chiedo se è possibile utilizzare la tua influenza, qualunque essa sia, per restituire i detenuti alle loro famiglie?".

Il console attende di vedere D’Alessandro – Per gli attivisti dell’Arctic Sunrise di Greenpeace oggi, giovedì 14 novembre, sarà un’altra giornata di 'isolamento'. Il console generale d’Italia a San Pietroburgo Luigi Estero ha riferito all’agenzia di stampa Agi che "per il momento, ci hanno detto che oggi non potremo incontrare Cristian D'Alessandro”. Il console ha già fatto richiesta "per vederlo al più presto". Anche se non ancora confermato ufficialmente, D'Alessandro dovrebbe trovarsi, insieme ad altri 18, nel carcere numero uno nella zona settentrionale della città. L'Ong ambientalista ha fatto sapere che in questi giorni gli avvocati non hanno ancora avuto accesso ai detenuti e ai documenti che convalidano la detenzione degli attivisti. Secondo Greenpeace, il periodo di “isolamento” dovrebbe terminare oggi.

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