Filippine, l'appello dell'Onu: servono 224 milioni di euro

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E' emergenza umanitaria nelle zone sconvolte dal passaggio di Haiyan. Due navi da guerra, una americana e una britannica, sono state inviate nell'arcipelago.Ancora incerto il bilancio delle vittime. Il presidente Aquino parla di 2mila morti. FOTO-VIDEO

E' corsa a portare soccorsi ai superstiti nelle Filippine, devastate dal super-tifone Haiyan (FOTO-VIDEO): due navi da guerra, una americana e una britannica, sono state inviate nell'arcipelago. La portaerei americana, la Uss George Washington, che ha a bordo 5mila marinai e più di 50 aerei, è salpata da Hong Kong e dovrebbe arrivare nelle Filippine nelle prossime 48 ore. Insieme alla gigantesca portaerei il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, ha ordinato ad altre 5 navi Usa nella zona (tra cui due incrociatori e due cacciatorpediniere) di spostarsi nelle Filippine per gli aiuti umanitari. La Gran Bretagna ha inviato una nave da guerra con attrezzatura per produrre acqua potabile da quella marina e un Boeing C-17 militare da trasporto.

Appello dell'Onu per gli aiuti - L'Onu ha lanciato un appello per raccogliere 301 milioni di dollari, pari a 224 milioni di euro, nei prossimi sei mesi per assistere le popolazioni delle Filippine colpite dal super tifone Haiyan. Finora la comunità internazionale ha offerto 54 milioni di dollari, arrivati da 28 Paesi e da organizzazioni internazionali come l'Unione Europea che ha annunciato di aver stanziato 13 milioni di euro per gli aiuti d'emergenza. L'Italia fornirà aiuti per un milione di euro, tra denaro e beni materiali: un aereo partirà nelle prossime ore da Dubai per portare cibo, coperte e medicinali. E in tutto il mondo Facebook, Twitter e Google vengono usati per condividere testimonianze di prima mano, mappare le conseguenze del disastro e mobilitare la comunità internazionale.

Incerto il bilancio delle vittime - Quattro giorni dopo il passaggio di uno dei tifoni più forti ad aver mai toccato terra l'entità del cataclisma che ha colpito le isole di Leyte e Samar continua a essere incerta. "Ci aspettiamo il peggio: man mano che si apre l'accesso ai siti troviamo altri cadaveri", ha riferito John Ging, direttore operazioni per l'ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite.
Secondo l'Onu (che cita autorità locali), solo nella città di Tacloban sarebbero morte almeno 10mila persone; quasi 10 milioni (il 10 per cento della popolazione delle Filippine) sono state in qualche modo colpite, mentre 660mila hanno perso casa.

Il presidente Aquino: "2000-2500 i morti" - Il presidente Benigno Aquino ha invece precisato alla Cnn che il bilancio dei morti per il passaggio del supertifone nelle Filippine sarebbe di 2.000 o 2.500 morti, ma non 10mila. Lo ha dichiarato, precisando che le prime stime di 10mila morti potrebbero essere state "influenzate dall'emotività". "Ma mancanoancora da contattare 29 municipalità" ha aggiunto.

Gli italiani che mancano all'appello -
L'ambasciata italiana a Manila è riuscita nella notte tra lunedì 11 e martedì 12 a contattare quattro dei dodici italiani di cui non si avevano notizie dopo il passaggio del tifone: stanno bene. Lo ha reso noto il vice ministro degli Esteri, Marta Dassù a Sky TG24. Gli italiani che mancavano all'appello erano una dozzina, anche se la Dassù ha precisato che quel numero fa riferimento solo ai connazionali iscritti nel Registro degli Italiani all'estero.

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