La strage di Nassiriya: inchieste, processi, risarcimenti

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È stata accertata l'identità dei responsabili dell'eccidio: tutti morti negli ultimi 10 anni. Mentre la Cassazione, nel gennaio 2013, ha dato il via libera al risarcimento dello Stato per i familiari delle vittime

Dieci anni dopo Nassiriya rimangono due certezze, almeno a livello giudiziario: i nomi degli autori della strage e le mancanze dello Stato, condannato a risarcire i parenti delle 19 vittime italiane. Dodici carabinieri, cinque soldati e due civili morti il 12 novembre 2003 nel più grave attacco alle nostre truppe dal dopoguerra.

I responsabili della strage –
Per l'eccidio è stata accertata la diretta responsabilità dell'allora leader di al Qaeda in Iraq, Abu Mussab Al Zarqawi. Ad avere organizzato l'attentato è stato il suo luogotenente, Haraz Abdelaziz Mahmoud Saio (alias Abu Omar Al Kurdi). Nei suoi confronti fu anche emessa dal gip di Roma un'ordinanza di custodia cautelare in carcere ma il terrorista, nel settembre del 2007, venne giustiziato dalle autorità di Baghdad che gli addebitavano altri 35 attentati. Inutilmente la procura aveva chiesto la sospensione dell'esecuzione della pena capitale e l'estradizione provvisoria dell'uomo nella speranza di poterlo processare.
Haji Tanther, insieme a Al Kurdi, avrebbe invece materialmente preparato il camion bomba e poi sarebbe rimasto sul posto a guardare l'esplosione. Abu Zubeir Al Saudi e Bellil Belgacem erano invece i due terroristi suicidi a bordo del veicolo. Sono tutti morti e l'inchiesta che era stata aperta dalla procura di Roma è stata quindi archiviata.

I risarcimenti per i parenti – Esito diverso per altre inchieste. Il 30 gennaio 2013 la Cassazione ha dato il via libera al risarcimento dello Stato per i familiari delle vittime. È stato infatti accolto il ricorso dei parenti in relazione alle misure di sicurezza della base "Maestrale". Sotto processo erano finiti il generale Bruno Stano e il colonnello De Pauli. Stano era stato condannato in primo grado a due anni di reclusione dal gip di Roma, il 20 dicembre 2008. Ma in appello, il 24 novembre 2009, era stato scagionato. Anche De Pauli è stato penalmente assolto dalle accuse. Ma per non aver adottato le necessarie fortificazioni attorno alla base,il ministero della Difesa – civilmente – sarà chiamato a pagare per loro conto. Un altro generale, Vito Lops, è stato subito prosciolto perché, già dall'ottobre del 2003, non era più responsabile del contingente italiano in Iraq.

Il caso di Adele Parrillo –
Un altro filone riguarda il caso di Adele Parrillo, compagna di Stefano Rolla, regista morto nell'attentato. Per lei non c'era stato nessun riconoscimento, nessun indennizzo. Aveva fatto discutere anche la sua esclusione dalle commemorazioni ufficiali. Nel 2013 il Tribunale civile di Roma le ha dato ragione. Nella sentenza si dice che il ministero della Difesa deve essere condannato al risarcimento del danno (da liquidarsi in separata sede) in suo favore in quanto ''compagna di vita'' - queste le parole scritte dal giudice unico Carmen Bifano - di Rolla.

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