La Pussy Riot Nadia in una colonia penale in Siberia

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L'attivista anti-Putin, condannata a 2 anni, sarebbe stata trasferita a 4.400 chilometri da Mosca. Ad affermarlo il marito, che aveva denunciato di non avere più sue notizie. Secondo le autorità penitenziarie, non occorre informare i familiari

La leader delle Pussy Riot, Nadia Tolokonnikova, di cui si erano perse le tracce da quasi due settimane, è in viaggio verso una nuova colonia penale in Siberia. Ne è certo il marito, Petr Verzilov, che ha diffuso la notizia via Twitter, citando fonti attendibili.
Era stato proprio lui a denunciare di non avere notizie della moglie, da quando era stata trasferita dal campo di lavoro in Mordovia, dove scontava la pena a due anni di detenzione per la performance anti-Putin inscenata nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca. A detta dell'attivista, Nadia è diretta verso un istituto penitenziario nella regione siberiana di Krasnoyarsk. Si tratterebbe della colonia penale n° 50, nella città di Nizhny Ihash, lungo il percorso della Transiberiana, a quattro fusi orari di differenza da Mosca.

Verzilov: Nadia trasferita a 4500 chilometri - "Essenzialmente - ha aggiunto Verzilov - è stata trasferita a 4.500 chilometri dalla Russia centrale, nel cuore della
Siberia, come punizione per la l'eco che ha avuto la sua lettera", in cui denunciava soprusi e violazioni dei diritti umani nella colonia penale in Mordovia. Il marito di Nadia - la quale ha anche fatto uno sciopero della fame per protestare contro il "lavoro schiavista" imposto alle detenute e aveva chiesto di essere trasferita - ha poi ricordato che non vede la moglie dal 22 ottobre.

La prassi non prevede di informare i familiari - Il commissario russo per i diritti umani Vladimir Lukin ha confermato che l'attivista è in viaggio verso un nuovo carcere, ma non ha specificato quale. "Mangia e dicono che la sue condizioni di salute sono soddisfacenti", ha dichiarato a Interfax, aggiungendo che il trasferimento sta avvenendo in modo "completamente isolato" per motivi di sicurezza. La Russia impiega giorni se non settimane a trasferire, di solito in treno, i suoi detenuti. Le autorità penitenziarie ribadiscono che la prassi non prevede di informare i familiari.

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