Usa, sparatoria in aeroporto a Los Angeles: 1 morto

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Un uomo ha aperto il fuoco nello scalo colpendo un agente della polizia, che ha risposto con altri spari. Una vittima, fermato il killer. Sette i feriti. Evacuati due terminal, sospese le partenze.

Momenti di terrore in seguito a una sparatoria all'aeroporto di Los Angeles oggi 1 novembre alle 9,20 locali (le 17,20 in Italia). Ad aprire il fuoco, al Terminal 3 Paul Anthony Ciancia, un ex agente della Tsa (Transporty Security Administration) armato con un potente fucile. L'uomo ha aperto il fuoco nello scalo colpendo un uomo della sicurezza, uccidendolo. Altre sette persone sono rimaste ferite, secondo quanto ha reso noto il capo dei Vigili del Fuoco della città. Prima che il giovane scatenasse la sua ira, al momento senza spiegazioni, il padre aveva contattato le forze dell'ordine, pregandole di individuare il figlio e di controllarne le condizioni, perché temeva potesse succedere qualcosa di irreparabile: a riferirlo è stato Allen Cummings, capo della polizia di Pennsville, cittadina del New Jersey situata una quarantina di chilometri a sud-ovest di Filadelfia, di cui il killer è originario e dove la famiglia risiede tuttora.

In seguito alla sparatoria due terminal dell'aeroporto sono stati evacuati. Testimoni parlano di una enorme ressa che si sarebbe venuta a creare dopo gli spari. In seguito al panico generale, molte persone sono uscite dal Terminal correndo sulla pista. Molte altre si sono riparate sotto le sedie.

Il traffico degli aerei in arrivo e in partenza nello scalo californiano è stato sospeso e tutte le vie di accesso all'aeroporto sono state chiuse.

Il Consolato italiano a Los Angeles si immediatamente attivato dopo la sparatoria all'aeroporto dic Los Angeles ed esclude al momento la presenza di connazionali coinvolti. A riferirlo fonti della Farnesina.

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