Datagate, la Nsa: "Mai spiato Papa Francesco"

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La National Security Agency nega di aver mai controllato il Pontefice, come rivelato dal settimanale Panorama. Smentite anche le indiscrezioni del Washington Post, secondo le quali anche Google e Yahoo! sarebbero stati vittima delle intercettazioni

La National Security Agency (Nsa) americana avrebbe messo sotto controllo i data center di Yahoo! e Google, mettendosi nella posizione di poter spiare centinaia di milioni di utenti. Lo ha rivelato il Washington Post citando documenti in possesso della 'talpa' Edward Snowden. La Nsa, però, smentisce. "Non è mai accaduto che la Nsa si infiltrasse nei server di Google e Yahoo!", ha detto il numero uno dell'agenzia, il generale Keith Alexander, definendo "false" le notizie circolate. Le indiscrezioni del Washington Post arrivano poche ore dopo le rivelazioni di Panorama, secondo il quale tra gli spiati illustri ci sarebbe stato anche Papa Francesco. E anche in questo caso, la Nsa smentisce.
Lo scandalo, insomma, si allarga. E una delegazione dei servizi segreti tedeschi sarà ricevuta alla Casa Bianca, dove avrà un confronto con i colleghi statunitensi sulle presunte intercettazioni ai danni del cancelliere Angela Merkel e del suo telefonino. Secondo il portavoce del governo di Berlino, Steffen Seibert, la missione rappresenta solo il primo passo di un "lungo percorso" per "ripristinare la fiducia" reciproca.

Il programma Muscular - Per il Washington Post il programma attraverso cui la Nsa avrebbe controllato i dati dei due motori di ricerca, si chiama Muscular ed è separato dal programma Prism con il quale l'agenzia ha un accesso agli account Google e Yahoo! con il via libera della giustizia. Muscular è un programma portato avanti con l'omologa inglese della Nsa, la Gchq. Il documento di Snowden è datato 9 gennaio 2013, e mette in evidenza come nei trenta giorni precedenti a questa data siano stati raccolti oltre 181 milioni di nuove informazioni, tra cui contenuti e-mail, messaggi di testo, messaggi audio e video. Ma ad essere raccolti sono anche i metadata, vale a dire le informazioni su chi spedisce, riceve e quando le e-mail.

Google e Yahoo preoccupati da attività Nsa - Google e Yahoo! si dicono fortemente preoccupati dalle nuove rivelazioni sul programma Muscular della Nsa insieme ai servizi britannici. "Siamo preoccupati delle accuse mosse al governo americano sulle intercettazioni del traffico sui data center", afferma Google in una nota. "E' da tempo che siamo preoccupati da questo tipo di spionaggio ed è per questo che continuiamo a rafforzare i sistemi di sicurezza tra i servizi e i link di Google". Yahoo! rassicura come i suoi dati "sono protetti da stringenti controlli". "Non abbiamo mai dato l'accesso ai nostri data center ne' alla Nsa ne' ad altre agenzie governative", ha affermato un portavoce del gruppo

Panorama: “Intercettato anche Papa Francesco” - Per il settimanale nelle 46 milioni di telefonate tracciate dagli Usa in Italia, tra il 10 dicembre 2012 e l'8 gennaio 2013, ci sarebbero anche quelle da e per il Vaticano. E si teme che siano state captate le conversazioni fin sulla soglia del Conclave. Tra le chiamate intercettate ci sarebbero anche quelle in entrata e in uscita dalla Domus Internationalis Paolo VI a Roma, dove risiedeva il cardinale Jorge Mario Bergoglio insieme con altri ecclesiastici.

Le Monde: “007 Parigi e Roma davano dati a Nsa” - Nuove indiscrezioni anche dal francese Le Monde. Secondo il quotidiano francese Francia e l'Italia, ma anche Israele e Svezia facevano parte di una rete di Paesi "amici" degli Stati Uniti che almeno hanno di fatto consentito ai tecnici della Nsa l'accesso ai cavi sottomarini, le autentiche dorsali da cui passano tutte le comunicazioni nel mondo, posati sulle rispettive piattaforme continentale. Le Monde cita una fonte di Matignon (la presidenza del Consiglio francese). Per quanto riguarda la Francia, una fonte dei servizi segreti Dgse, afferma che tra la fine del 2011 e l'inizo del 2012 tra Parigi e Washington era stato firmato un memorandum d'intesa.

Informativa di Letta alla Camera a metà novembre – Intanto, dalla conferenza dei capigruppo a Montecitorio è emerso che il presidente del Consiglio Enrico Letta terrà l'informativa sul Datagate nella settimana dell’11 novembre, comunque dopo la convocazione del Copasir in materia. Durante la conferenza dei capigruppo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha assicurato - secondo quanto viene riferito - che appena ci sarà la convocazione del Copasir questo verrà comunicato in modo da fissare immediatamente la data dell'informativa.

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