Datagate, Guardian: spiati 35 leader mondiali

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Il giornalista Greenwald all'Espresso: "Nsa e servizi inglesi sorvegliano anche Palazzo Chigi". Letta: "Inaccettabile. Vogliamo la verità". Insorge anche Merkel. Schultz: "Sospendere i negoziati di libero scambio con Washington". AGGIORNAMENTI

"Monitorate le conversazioni di 35 leader mondiali". La notizia, diffusa nella serata di giovedì 24 ottobre dal quotidiano inglese Guardian, irrompe al termine di una giornata convulsa per le diplomazie internazionali. Al centro, ancora una volta, l'Nsagate ovvero lo scandalo dello spionaggio Usa ai danni dei Paesi alleati. Per il presidente del parlamento europeo Martin Schulz, i servizi segreti americani "sono fuori controllo" e chiede di "sospendere i negoziati di libero scambio con Washington". E si mobilita anche la società civile che ha organizzato per sabato 26 ottobre a Washington una giornata di mobilitazione dal titolo "basta spiarci" (VIDEO).
Ora Barack Obama vuole sapere se si è andati davvero oltre. Se nell'attuare il programma di sorveglianza della più potente agenzia di intelligence americana - la Nsa - in alcuni casi si è superato, e di molto, il limite e il buon senso. Arrivando a spiare da una parte all'altra del mondo cellulari ed e-mail di capi di Stato e di governo alleati: da Angela Merkel a Dilma Roussef passando per il presidente del Consiglio italiano Enrico Letta.

Letta: "Inaccettabile" - Le nuove rivelazioni di Greenwald, il reporter americano che custodisce i file di Edward Snowden, interessano infatti anche il governo italiano. Secondo il giornalista Palazzo Chigi sarebbe stato oggetto delle attività di spionaggio degli Usa. Immediata la reazione del premier Enrico Letta: "Vogliamo tutta la verità. Non è accettabile che ci sia un'attività di spionaggio di questo tipo. Non possiamo tollerare che vi siano zone d'ombra. Oggi a livello europeo il tema della crescita del livello di protezione dovrà far parte della nostra attenzione".

Berlino convoca ambasciatore Usa - Chiede spiegazioni Angela Merkel dopo la rivelazione che anche il suo cellulare sarebbe stato monitorato dalla Nsa. La Casa Bianca ha asicurato che il telefono non è e non sarà spiato, lasciando però il dubbio che ciò possa essere successo in passato. Di fronte a questa evidenza il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha convocato l'ambasciatore americano a Berlino, una misura assolutamente inusuale tra i due alleati di ferro. La Cancelliera, a quanto si apprende, avrebbe inoltre intenzione di incontrare il presidente francese Francois Hollande per discutere proprio degli sviluppi dello scandalo Datagate. Il 21 ottobre il quotidiano francese Le Monde aveva rivelato che le attività di spionaggio americane avevano interessato anche le comunicazioni dei cittadini francesi.

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