Ragazzo italiano ucciso nel Kent, 4 indagati per omicidio

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Joele Leotta, 19enne di Nibionno (Lecco), è stato ucciso durante un'aggressione che ha coinvolto anche un amico, rimasto ferito. Erano in Gb da 10 giorni. Sarebbero stati accusati di rubare il lavoro agli inglesi. La polizia: dubbi su movente razziale

Sono quattro i giovani di nazionalità lituana, di età compresa tra i 30 e i 21 anni, indagati per l'omicidio di Joele Leotta, ucciso in un'aggressione avvenuta nella notte di domenica 20 ottobre a Maidstone, nel Kent, sud-est dell'Inghilterra (mappa). Il giovane aveva 19 anni ed era originario di Nibionno, in provincia di Lecco. Era arrivato in Gran Bretagna il 14 ottobre insieme a un amico, anch'egli coinvolto nell'aggressione ma dimesso dall'ospedale nella serata di mercoledì 23 ottobre.
La polizia inglese ha fermato in tutto 10 persone nell'ambito delle indagini, almeno due sono stati rilasciati e saranno risentiti dalle autorità a dicembre. Per i quattro ragazzi lituani invece è scattata l'accusa formale di omicidio: rin caso di condanna rischiano 20 anni di carcere. Non è ancora chiara la dinamica dei fatti ma, secondo alcune fonti, riportate da Il Giorno, il gruppo avrebbe accusato l'italiano della provincia di Lecco di "rubare il lavoro agli inglesi". Gli inquirenti, però, sono prudenti: "Non stiamo trattando l'episodio come un incidente a sfondo razziale". Intanto, il sindaco di Nibionno, ai microfoni di Sky TG24 denuncia che "le autorità britanniche hanno avvisato la famiglia di Joele solo 24 ore dopo l'omicidio".

La prima ricostruzione -
Secondo quanto si è appreso, la sera di domenica 20 ottobre Leotta si trovava con un amico, un altro italiano di Nibionno con il quale era partito alla volta del Regno Unito. I due avrebbero avuto una discussione con il gruppo di persone poi fermate dalla polizia. La lite sembrava essersi conclusa con qualche spintone e parola grossa. Più tardi invece la stessa banda di ragazzi avrebbe fatto irruzione nella stanza che Leotta condivideva con il compaesano e che si trova nello stesso stabile del ristorante-pub dove i due giovani avevano trovato lavoro. Qui è cominciato il pestaggio durante il quale uno degli aggressori avrebbe estratto un coltello infierendo su Joele e gridando "ci rubate il lavoro".
Gli agenti di polizia sono stati chiamati domenica notte intorno alle 23.30 locali. Il 19enne è stato subito trasportato al King's College Hospital dove è morto poco
dopo. L'amico invece ha subito lesioni al collo, alla testa e alla schiena. E' stato ricoverato e dimesso dall'ospedale mercoledì 23 ottobre. Secondo il quotidiano Kent On line, però, sarebbe ricoverato anche un altro ragazzo.

Il padre: "So solo che è morto" -  "Non posso dire ancora nulla sul reale movente, so solo che mio figlio è stato ammazzato da un gruppo di bestie", ha affermato Ivan Leotta, padre di Joele, che ha spiegato: "Escludo che abbia avuto il tempo di infilarsi in situazione di rischio. Era arrivato qui lunedì 14 ottobre e il giorno dopo aveva cominciato a lavorare in un ristorante a Maidestone dove aveva trovato anche alloggio. Se non sbaglio il ristorante è gestito da italiani. Conosco anche l'altro ragazzo aggredito con il quale abbiamo cercato di parlare appena arrivati in Inghilterra ma è ancora sotto shock oltre che malridotto per il pestaggio subito".

Joele era arrivato in Inghilterra a metà ottobre -  Il 19enne era felice per la sua nuova sistemazione tanto che sul suo profilo Facebook il 17 ottobre scorso aveva
scritto: "Sono in Inghilterra, sto cercando di sistemarmi qui. Ho trovato lavoro in un ristorante italiano e ora sto imparando a fare il cameriere. Davvero tutto perfetto". Aveva modificato la sua città attuale in Maidstone, aggiungendo il nuovo lavoro al Vesuvius Restaurant, gestito da un originario di Napoli. Descritto come ragazzo solare, giocoso, amava il rap ed era un gran tifoso dell'Inter. Aveva una schiera di amici virtuali: 1.223 quelli che si contano sul social network.

Sono poco meno di 5.000 gli italiani con meno di 40 anni che hanno trovato un lavoro in Gran Bretagna.

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