Usa: riforma sanitaria, il sito non funziona. Polemiche

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Flop del portale che dovrebbe consentire agli americani di acquistare l'assicurazione sanitaria prevista dalla legge voluta da Obama. I Repubblicani attaccano. Il presidente: "Nessuno è più frustrato di me ma la la legge è più di un sito web"

di Raffaele Mastrolonardo

Più che lo shtudown a mettere in imbarazzo Obama ci pensò il sito. L'avessero saputo prima chissà se i Repubblicani sarebbero arrivati a fermare le attività del governo federale pur di spingere il Presidente a rimandare il lancio della sua riforma sanitaria. Missione, come noto, fallita. Al centro del dibattito è infatti finito il portale dedicato a mettere in pratica la legge tanto cara a Obama. Come denunciato da più parti e ammesso infine dallo stesso Obama, il sito sul quale gli americani possono acquistare la copertura sulla loro salute non funziona come dovrebbe. E' difficile registrarsi e il processo si interrompe spesso e volentieri. Insomma, un “disastro” tanto più imbarazzante per Obama che ritiene la riforma il fiore all'occhiello della sua presidenza e che qualche giorno prima del lancio di HealthCare.gov aveva sostenuto che la piattaforma sarebbe stata semplice da usare come il sito di ecommerce Amazon.

I problemi – Come hanno fatto notare diversi osservatori, la semplicità non sembra  finora la virtù principale del portale dedicato all'Affordable Care Act. L'obiettivo del sito è consentire l'acquisto di assicurazioni sanitarie da parte di cittadini di 36 stati. Tuttavia, fin dal primo ottobre, giorno del lancio, gli utenti hanno lamentato la difficoltà delle procedure, messaggi di errore e lentezza nel caricamento delle pagine. Risultato: solo pochi di loro sono riusciti a registrarsi, passo necessario per procedere alla spesa. Secondo alcune stime, appena 36 mila cittadini avrebbero completato la procedura a fronte dei 9 milioni che hanno visitato il sito. I problemi di HealthCare.gov sono stati segnalati dai media fin dall'inizio ma la trattativa sul deficit e il conseguente shutdown avevano messo la notizia quasi in secondo piano. Una volta raggiunto l'accordo, però, la questione è salita alla ribalta con i Repubblicani nuovamente all'attacco. Secondo John McCain, sconfitto da Obama nel 2008, il disastro del portale rappresenta l'occasione per il suo partito di recuperare presso l'opinione pubblica il consenso perso durante il blocco del governo.

La difesa di Obama – Anche per respingere l'offensiva conservatrice il 21 ottobre Obama ha affrontato di petto al questione. “Non ci sono scuse. Nessuno è più arrabbiato di me per il fatto che il sito non funziona come dovrebbe”, ha detto negando di voler minimizzare i problemi: “Il portale è troppo lento. Le persone non sono riuscite ad andare avanti durante il processo. E credo sia giusto dire che nessuno è più frustrato di me”. Il presidente ha garantito che l'amministrazione sta “facendo il possibile per farlo funzionare” e ricordato che la riforma "non è solo un sito web".




Difficoltà pubbliche - Il fallimento del sito della riforma ha riacceso la luce sulle difficoltà che i governi hanno di mettere a punto servizi digitali all'altezza di quelli a cui i cittadini sono abituati nelle loro navigazioni quotidiane. Come ha detto Vivek Kundra, già Chief Information Officer della Casa Bianca, “manca una vera leadership nei progetti IT delle pubbliche amministrazioni”. E sul caso specifico: “Mi pare che per quanto riguarda Healthcare.gov, una serie di decisioni non siano in linea con le modalità con cui la moderna tecnologia è oggi impiegata”. Vale per il sito federale ma forse anche per quelli locali visto che secondo un recente sondaggio il 46 % degli americani ritiene che i vari portali per l'acquisto della assicurazioni sanitarie funzionino “per nulla bene” o “non troppo bene”.

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