Maldive, la polizia blocca le elezioni presidenziali

Sostenitori dell'ex presidente delle Maldive e candidato alle elezioni Mohamed Nasheed protestano per la mancata possibilità di votare. Credit: Getty
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Le forze dell’ordine sono intervenute per impedire la distribuzione ai seggi del materiale, schede comprese. Salta così il primo turno, previsto per sabato 19 ottobre, dopo l’annullamento del voto precedente per sospetti brogli

Nuovo colpo di scena politico alle Maldive, dove in extremis le forze dell'ordine hanno imposto il blocco della ripetizione del primo turno delle presidenziali, e imposto un suo rinvio a data da destinarsi. La polizia ha impedito persino la distribuzione ai seggi del materiale, schede comprese, che non è neppure stato lasciato uscire dagli uffici della Commissione elettorale, un organismo indipendente il cui portavoce, Ali Mohamed Manik, ha commentato amaramente: "Questo è un giorno buio per la democrazia". Il segretariato della stessa Commissione è stato circondato dagli agenti in assetto anti-sommossa. "Non possiamo procedere con le operazioni di voto se la polizia le ostacola", ha dichiarato in conferenza stampa un altro commissario, Fuwad Thowfeek, che l'ha accusata di "abuso di autorità". Thowfeek ha aggiunto di ritenere ormai improbabile che la consultazione a questo punto possa tenersi prima della scadenza del mandato del presidente in carica, Mohamed Waheed, che cadrà l'11 dicembre.

Il primo turno delle elezioni originarie, tenutosi il 7 settembre, era stato annullato la settimana scorsa dalla Corte Suprema di Malé per presunte irregolarità, malgrado gli osservatori internazionali avessero certificato il loro corretto svolgimento. All'ultimo momento, inoltre, la ripetizione del voto era stata messa in dubbio dai ricorsi davanti alla magistratura da parte di due candidati, che avevano chiesto una dilazione. La Commissione elettorale aveva peraltro garantito che tutto si sarebbe svolto come da programma, al massimo con ritardi contenuti in qualche circoscrizione, dove però gli aventi diritto avrebbero avuto a disposizione un'apertura dei seggi prolungata per poter comunque votare. Poi, l'intervento della polizia che ha di nuovo paralizzato la vita politica dell'arcipelago nel cuore dell'Oceano Indiano, nel caos dal febbraio 2012 quando l'allora capo dello Stato Mohamed Nasheed fu destituito in circostanze mai del tutto chiarite, ma che fecero gridare al golpe non solo i suoi sostenitori.

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