Debito Usa, raggiunto l'accordo. Evitato il default

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Il Congresso ha approvato in extremis l'intesa che mette fine allo shutdown dello Stato federale. Obama: "Riguadagnare la fiducia". Gli analisti stimano perdite per 24 miliardi di dollari nelle ultime due settimane

Dopo 16 giorni di shutdown e ad un passo dal default, il Congresso americano ha approvato la legge di 35 pagine per far ripartire l'amministrazione Usa e per alzare il tetto sul debito, almeno temporaneamente. Alle 22:12 ora locale di ieri, mercoledì 16 ottobre, (le 4:12 di oggi in Italia), meno di un paio d'ore dal default, il voto della Camera ha salvato gli Stati Uniti dalla catastrofe economica.

Obama: riguadagnare la fiducia dei cittadini - Al termine di una giornata al cardiopalma, prima il Senato, poi la House, hanno approvato a larga maggioranza l'intesa raggiunta dai capigruppo della Camera Alta, il democratico Harry Reid e il collega repubblicano Mitch McDonnell, e che riapre lo Stato federale sino al 15 gennaio e finanzia il debito sino al 7 febbraio. Gli statali potranno così tornare al lavoro (LE FOTO). Barack Obama, dopo il voto del Senato, in diretta tv ha espresso il suo grazie ai protagonisti dell'accordo. Poi si è detto disponile a "lavorare con tutti", esortando gli eletti "a riguadagnare la fiducia del Paese" e ha lanciato un monito: "Dobbiamo perdere l'abitudine di governare con le crisi".


Accordo in extremis - Questo cruciale passaggio per la politica americana potrebbe però aver lasciato il segno. Il partito repubblicano, soprattutto alla House dove ha la maggioranza, si è spaccato clamorosamente con 87 che hanno detto sì all'accordo, e ben 144 che hanno votato contro. La linea dura dei deputati del Tea Party è uscita sconfitta in modo evidente. Tanto che dopo il voto, alcuni parlamentari del Grand Old Party apertamente molto irritati, si sono chiesti se considerarli ancora membri del loro stesso partito. "Abbiamo combattuto una buona battaglia solo che non abbiamo vinto", ha affermato lo speaker della Camera, John Boehner , che rischia di perdere la guida del partito. E i sondaggi parlano chiaro: alla stragrande maggioranza degli americani non è andata giù che, per tentare di bloccare la Obamacare, la riforma sanitaria voluta da Barack Obama, estremisti come Ted Cruz fossero disposti a lasciare senza paga 800mila statali e a portare l'intero Paese sull'orlo del baratro.

16 giorni di shutdown
- E malgrado il lieto fine, c'è poco da festeggiare: il solo shutdown, durato lunghi 16 giorni, è costato caro. Standard & Poor's stima che il prezzo che l'economia americana dovrà pagare per la chiusura del governo è di almeno 24 miliardi di dollari. E non solo: c'è da considerare un taglio del pil nel quarto trimestre che dovrebbe aggirarsi sullo 0,6%. L'agenzia di rating, quindi, rivede la sua stima di crescita annuale degli Stati Uniti, portandola dal 3% al 2%.

Alla domanda se l'America rivivrà presto giorni simili, Obama ha reagito con un secco 'no'. Lo stesso premier Enrico Letta, alla Casa Bianca con Obama per un bilaterale e un pranzo di lavoro, esprime vicinanza al presidente americano: "Posso capirlo, anche io ho i miei problemi a casa mia", ha ammesso ai microfoni della Pbs.

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