Siria, liberati quattro dei sette operatori umanitari rapiti

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La notizia del rilascio è stata data dal Comitato internazionale della Croce rossa, precisando che si tratta di tre dei sei membri della Cicr e del volontario della Mezzaluna rossa siriana. Il gruppo era stato sequestrato da uomini armati il 13 ottobre

Sono stati liberati quattro su sette degli operatori umanitari rapiti da uomini armati nel nordovest della Siria domenica 13 ottobre. Lo rende noto il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), precisando che sono stati rilasciati tre dei sei membri della Croce Rossa e il volontario della Mezzaluna rossa siriana.
"Buone notizie! Confemiamo che il volontario della Mezzaluna rossa siriana e tre dei sei colleghi del Cicr sono stati liberati e stanno bene", ha scritto su Twitter Robert Mardini,
responsabile delle operazioni del Cicr per il Vicino e Medio Oriente.


Il portavoce Cicr Ewan Watson ha aggiunto che i quattro sono stati liberati nella regione di Idlib. L'organizzazione invece resta in attesa di notizie sulla sorte degli altri tre colleghi.

I sei operatori del Comitato della Croce rossa internazionale (Cicr) erano stati rapiti nel nord-ovest del Paese, a Idlib, - teatro degli scontri tra fazioni ribelli rivali - insieme ad un volontario siriano della Mezzaluna Rossa araba. Tra loro nessun italiano.
Il Cicr aveva chiesto "l'immediata e incondizionata liberazione" di tutti i rapiti, di cui non ha reso noti i nomi per motivi di privacy. I sette, ha precisato in un comunicato l'organizzazione con sede a Ginevra, "sono stati sequestrati (domenica 13 ottobre, ndr) da uomini armati non identificati vicino Sareqeb nella provincia di Idlib". La squadra si era recata a Idlib il 10 ottobre per valutare la situazione medica in diverse strutture sanitarie della provincia e per consegnare forniture mediche a Sarmin e nella stessa Idlib.

La Croce rossa era riuscita precedentemente ad evacuare 1.500 civili, in maggioranza donne e bambini, da Muaddamiya, un sobborgo a sud-ovest di Damasco tenuto dai ribelli e sottoposto da mesi ai bombardamenti e a un assedio delle forze governative che ha provocato anche la morte per fame di alcuni bambini. Come alcune località della Ghouta orientale, a est della capitale, Muaddamiya era stata colpita il 21 agosto da un bombardamento con armi chimiche che aveva provocato centinaia di morti, per il quale i ribelli e i Paesi occidentali accusano il regime.

Intanto, si fa ancora più difficile la strada per una soluzione negoziata del conflitto in Siria. Il Consiglio nazionale siriano (Cns), la più importante componente dell'opposizione all'estero, ha annunciato che non parteciperà alla conferenza di Ginevra 2, che Russia, Usa e Onu stanno cercando faticosamente di organizzare.

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