Il ciclone Phailin investe l’India: vittime ed evacuazioni

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Emergenza negli Stati di Orissa e Andhra Pradesh. Un milione di persone sono state trasferite nei rifugi prima che la tempesta toccasse la terraferma con venti di 200 km/h. Si contano oltre dieci morti. Danni, black out e trasporti in tilt

Migliaia di dipendenti della Forza nazionale di risposta ai disastri (Ndrf) sono al lavoro negli Stati indiani di Orissa e Andhra Pradesh per una valutazione dei danni causati dal potente ciclone Phailin, entrato sulla terraferma dalla Baia del Bengala nella serata del 12 ottobre. Grazie al trasferimento in rifugi di circa un milione di persone prima dell'impatto, le vittime sono, secondo un portavoce della Ndrf, una decina, ma si teme che i danni materiali siano "importanti".
Il Commissario speciale per le operazioni di soccorso nello Stato indiano di Orissa, P.K. Mohapatra, ha dichiarato in una conferenza stampa che il passaggio del ciclone ha colpito nel complesso 853.000 persone e 14.515 villaggi. Almeno 300.000 gli ettari di coltivazioni danneggiate dalle piogge e i forti venti che hanno accompagnato Phailin.

Considerato il più temibile ciclone indiano da 14 anni, Phailin ha raggiunto la costa degli Stati di Orissa e Andhra Pradesh poco dopo le 21, accompagnato da piogge battenti e venti con folate di 200 km/h. Il suo arrivo ha provocato danni alle infrastrutture, l'interruzione dei trasporti aerei e ferroviari, e la sospensione dell'erogazione della corrente elettrica anche a Bhubaneswar, capitale di Orissa. Nello Stato sono stati contati 13 morti e uno è stato registrato ad Andhra Pradesh.
Sono stati tratti in salvo invece i 18 pescatori rimasti bloccati in alto mare nella Baia del Bengala sui pescherecci 'Pawan Putra' e 'Jai Bajrang Bali.

Secondo un bollettino del Dipartimento meteorologico indiano (Imd), Phailin è avanzato all'interno dello Stato di Orissa ad una velocità di 20 km/h, perdendo forza, ma il rischio è ora quello delle inondazioni che potrebbero essere causate dalle violente piogge.

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