Siria, gli ispettori Onu tornano a Damasco

Siria, Zamalka, località ad est di Damasco: ispettori Onu al lavoro (Credits: Ansa, 29 agosto 2013)
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Nuove indagini sull'uso delle armi chimiche. Rapito un giornalista spagnolo: sarebbe nelle mani dei ribelli dallo scorso 4 settembre. L'Aise: 15 i combattenti partiti dall'Italia per andare ad aiutare gli oppositori del regime

Gli ispettori dell'Onu torneranno in Siria mercoledì 25 settembre, nell'ambito delle loro indagini sull'uso delle armi chimiche (qui i risultati del rapporto presentato il 16 settembre). Lo ha annunciato il vice ministro degli esteri russo Serghiei Riabkov. "Siamo soddisfatti che i nostri insistenti appelli per far tornare gli esperti dell'Onu sono stati ascoltati", ha dichiarato all'agenzia di stampa russa Itar-Tass. Mosca, intanto, spera che il testo della risoluzione sulla Siria possa essere concordato entro la settimana "anche se non ci sono garanzie al 100%", ha detto il vice ministro degli Esteri russo.

Mosca: risoluzione concordata in settimana - Parlando prima delle trattative attese a margine dell'assemblea generale Onu, Serghiei Ryabkov ha ribadito la contrarietà della Russia a ogni tipo di minaccia di intervento militare contro il governo del presidente siriano Bashar al Assad. Ryabkov ha spiegato che Mosca non accetterà una risoluzione che dia il via a misure punitive nel caso Assad non riesca a soddisfare le richieste previste dall'accordo Usa-Russia sulla consegna da parte di Damasco delle sue armi chimiche. "Non si può discutere di nessun tipo di sanzione automatica o dell'uso della forza", ha dichiarato Ryabkov in Parlamento. Il vice ministro ha infatti ribadito che Mosca teme che i Paesi occidentali vogliano avvalersi dell'accordo sulle armi chimiche come di un pretesto per un'eventuale azione militare. 

In 15 dall'Italia per combattere in Siria - Intanto, secondo quanto sarebbe emerso nel corso dell'audizione davanti al Copasir del direttore dell'Aise, generale Adriano Santini, sarebbero circa 15 i combattenti partiti dal nostro Paese per andare ad aiutare i ribelli in Siria. Si tratterebbe, secondo fonti di intelligence, di italiani di origine siriana. Nel corso dell'audizione sarebbe stata inoltre ribadita la mancanza di novità sul sequestro di Padre Paolo Dall'Oglio, di cui non si hanno più notizie da domenica 28 luglio: quel giorno il religioso, arrivato 24 ore prima a Raqqa, era partito per una località sconosciuta. Il generale Santini avrebbe ribadito in audizione che l'intelligence sta facendo tutti gli sforzi per arrivare a liberarlo.

Rapito un giornalista spagnolo -
In Siria, purtroppo, continuano i rapimenti. E' di martedì 24 settembre la notizia del sequestro di un giornalista spagnolo. Marc Marginedas, inviato speciale del quotidiano El Periodico, è stato sequestrato nella zona mediorientale del Paese da un gruppo di ribelli. Secondo quanto riferito dal quotidiano, si trova nelle mani degli oppositori al regime di Bashar al Assad dal 4 settembre, giorno in cui ha avuto l'ultimo contatto con la redazione di Barcellona. El Periodico afferma che Marc Marginedas "stava viaggiando in auto con il suo autista quando è stato fermato da alcuni combattenti jihadisti nei pressi di Hama". Infine, secondo la Rete siriana dei diritti umani, una ong vicina all'opposizione, nella sola giornata di martedì 24 settembre sarebbero morte 47 persone. Tra queste 11 bambini.

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