Germania, Merkel trionfa ma senza maggioranza assoluta

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Con il 41,5% dei voti la Cancelliera conquista il terzo mandato. Si profila un governo di larghe intese. Non con i liberali, rimasti sotto la soglia del 5%. Fuori dal Bundestag anche gli euroscettici. Primi contatti con la Spd

Trionfo senza precedenti per Angela Merkel alle elezioni in Germania, confermato dai risultati provvisori ufficiali: la cancelliera fa volare la Cdu-Csu oltre la barriera del 40%, che il partito non toccava da 20 anni, strappando il 41,5% dei voti, pur senza raggiungere la maggioranza assoluta. Disfatta degli ex alleati liberali Fdp, che restano fuori dal Bundestag non essendo riusciti a varcare la soglia del 5% (4,8% il risultato ufficiale). Si profila perciò un governo di larghe intese, e i primi interlocutori non potranno che essere i socialdemocratici della Spd, secondo partito del Paese con il 25,7%, con il quale sono iniziati i primi contatti. Fuori anche il nuovo movimento anti-euro, Alternative für Deutscheland (Afp), nato nella scorsa primavera che, però, ha raccolto il 4,7% dei consensi, poco meno del 5% necessario per essere rappresentato nella camera bassa del Parlamento (la cronaca della giornata elettorale).

Primi contatti tra Cdu e Spd
- Primi contatti tra i Cdu ed Spd  sono già stati avviati, ha fatto sapere in una conferenza stampa la stessa Angela Merkel. "Noi conservatori abbiamo il chiaro mandato di formare il governo e la Germania ha bisogno di un governo stabile, quindi eserciteremo il nostro mandato", ha detto la rieletta cancelliera tedesca. "Senza dubbio siamo aperti a trattative e ho già avuto un contatto iniziale con il segretario della Spd" Sigmar Gabriel, ha aggiunto. Da parte sua però Gabriel ha spiegato che la possibilità di entrare in un governo con i cristiano democratici "non è automatica". Brucia ai socialdemocratici ancora l'esperienza della ultima Grosse Koalition (dal 2005 al 2009), al termine della quale il partito incassò il suo peggior risultato (23%). La dirigenza della Spd in ogni caso non si riunirà prima di venerdì, quando discuterà sulla strategia da adottare verso la Cdu. Probabile che in questo intervallo di tempo la Cancelliera avvii colloquio anche con l'altro potenziale alleato, i Verdi



Merkel come Adenauer e Kohl -
La prima donna cancelliera della Bundesrepublik intanto incassa la terza conferma da Cancelliere ed entra così nella ristretta galleria dei "grandi" cristiano democratici che vantano lo stesso primato: Konrad Adenauer e Helmut Kohl. Per l'Unione è il miglior risultato dall'Unificazione tedesca nel 1990.

Sfuma il governo rosso-verde -
Per lo sfidante Peter Steinbrueck la conquista di quasi tre punti per il partito può essere considerata un successo, ma l'obiettivo di formare un governo rosso-verde è sfumato anche per colpa del calo dei Verdi che con l'8,3% perdono circa quasi tre punti.

La sconfitta dell'Spd nel servizio di SkyTG24



I Liberali si salvano in Assia
- Sorpresa nella notte in Assia, il Land che ospita la capitale finanziaria Francoforte e che era chiamato a rinnovare il proprio Landtag, il parlamento locale. I liberali della Fdp, che secondo le prime proiezioni sembravano anche qui esclusi dai giochi, alla fine sono riusciti a superare la soglia di sbarramento per un pelo. La Cdu si conferma anche qui primo partito con il 38,3% dei consensi. Segue la Spd, che sale di 7 punti e tocca il 30,7%. I Verdi restano all'11,1%, mentre la Linke si attesta al 5,2%, con i liberali al 5,0%.
Nonostante la performance della Fdp, però, i numeri non bastano per riproporre nel parlamento di Wiesbaden, la capitale dell'Assia, il governo liberal-democristiano che governa dal 1999. La maggioranza alternativa rosso-verde potrebbe governare solo se appoggiata dall'estrema sinistra della Linke, ipotesi scartata però dai diretti interessati. Anche qui dunque si profila l'ipotesi di una Grosse Koalition.

Letta: buon segnale se il partito anti-euro rimane fuori  - Da Toronto il Premier Enrico Letta si è complimentato con la Merkel "per il brillante risultato elettorale", aggiungendo che se "il partito anti-euro dovesse rimanere fuori dal parlamento, sarebbe un buon segnale per l'Unione europea" (VIDEO). La cancelliera è la sola fra i leader in Europa a essere rimasta nell'incarico dopo la crisi dell'euro: tutti gli altri, in Spagna, Francia, Gran Bretagna e Italia sono stati sconfitti. La sua politica durante la crisi dell'euro, appoggiata dalla stragrande maggioranza dei tedeschi, viene considerata peraltro la chiave principale del suo successo elettorale.

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