Pakistan, attentato contro i cristiani. Oltre 70 morti

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Doppio attacco kamikaze in una chiesa a Peshawar, nel nord-ovest del Paese. L'azione è stata rivendicata dai talebani: "Tutti i non musulmani sono nostri obiettivi finché gli Usa continueranno i blitz con i droni"

E' di almeno 78 morti il bilancio delle vittime del grave attacco suicida di domenica 22 settembre contro la chiesa cristiana di Tutti i Santi a Peshawar, nel nord ovest del Pakistan. Lo riferiscono fonti sanitarie ai giornalisti. I feriti sono oltre 100, tra cui molti in gravi condizioni  ricoverati al Lady Reading Hospital. Tra le vittime si contano 34 donne e 7 bambini, secondo l'ultimo bollettino diffuso dal ministro dell'Interno Chaudhry Nisar Ali Khan.

Esplosioni alla fine della funzione
- Da una prima ricostruzione della polizia, è emerso che le due esplosioni si sono verificate a circa 30 secondi l'una dall'altra. "Gli attacchi sono avvenuti quando la funzione era terminata e i fedeli stavano per lasciare la chiesa - ha detto il commissario Mohammad Ali Babakhel aggiungendo che gli agenti che erano di guardia hanno cercato di fermare i kamikaze ma sono stati uccisi dalla deflagrazione". Secondo gli artificieri sono stati usati circa sei chili di esplosivo da ciascuno dei due attentatori suicidi.

Attentato rivendicato dai talebani
- L'attentato è stato rivendicato dal gruppo islamico Jundullah, ala pakistana dei talebani, il cui portavoce Ahmad Marwat ha affermato che "tutti i non-musulmani in Pakistan sono nostro obiettivo e lo rimarranno fino a quando l'America non smetterà di colpire con i droni il nostro Paese".  Le organizzazioni di cristiani di Karachi, Lahore, Multan e altre città hanno iniziato proteste nel Paese chiedendo la protezione dello Stato per le loro vite e le loro proprietà.

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