Siria, il regime: gas usati dai ribelli, abbiamo le prove

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Mosca sostiene di aver ricevuto da Damasco documenti che accertano le responsabilità degli oppositori e attacca il rapporto Onu: "Distorto e parziale". Assad ringrazia la Russia: "Nuovo equilibrio mondiale"

Le autorità siriane avrebbero consegnato alla Russia le prove del fatto che dietro al recente attacco chimico a Goutha ci sono i ribelli: lo ha riferito il viceministro degli Esteri russo, Serghei Ryabkov, come riportato dall'agenzia di stampa Itar Tass. Ryabkov ha avuto un incontro nella serata di martedì 17 a Damasco con il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Mouallem. "La Russia ha intrapreso le analisi di queste ulteriori informazioni", ha spiegato il vice ministro. "Per ora non possiamo trarre conclusioni, ma siamo propensi a considerare con grande serietà il materiale fornito dalla parte siriana sul coinvolgimento dei ribelli nell'attacco chimico del 21 agosto". I documenti, come ha sottolineato Ryabkov, sono all'esame di esperti russi. "Pensiamo che questo possa contribuire a rafforzare le testimonianze e le prove dell'utilizzo di armi chimiche da parte dei ribelli", ha poi aggiunto.
La Russia si è anche detta pronta a fornire al Consiglio di sicurezza dell'Onu le prove sulle responsabilità dei ribelli siriani nell'uso di armi chimiche.

Russia: senza fondamento l'ipotesi dell'uso della forza -
La Russia inoltre ritiene "senza fondamento" le dichiarazioni dei Paesi occidentali e del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, sulla possibile adozione di una risoluzione delle Nazioni Unite in base al
capitolo VII della Carta Onu, che prevede l'uso della forza in Siria.
Anche Damasco si dice convinta che l'Onu non adotterà una risoluzione che contempli il capitolo 7, secondo quanto sostenuto dal viceministro degli Esteri siriano Faycal Moqdad alla Afp, per il quale si "tratta di una grande menzogna delle potenze occidentali, che crediamo non sarà mai usata".

Del Ponte: "Non abbiamo ancora prove conclusive" -
Sulle responsabilità è prudente Carla Del Ponte, ex procuratrice capo del Tribunale  Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia, oggi membro della  Commissione Onu sulle violazioni dei diritti umani in Siria: "In Siria il regime ha commesso crimini di guerra - dice in un'intervista a Repubblica - ma sulle responsabilità nell'uso di armi chimiche non avremo prove conclusive finché Damasco non garantirà accesso  alla Commissione Onu". E sulle denunce di uso di armi chimiche da parte dei ribelli, la Del Ponte aggiunge: "è stato forse usato Sarin il 19 marzo. Ma dobbiamo accertarlo, come per tutti i 14 casi sospetti su cui stiamo indagando. Non esistono ancora prove concludenti".

Russia: "Rapporto Onu parziale e distorto" -
Intanto dalla Russia arrivano anche critiche al rapporto degli ispettori Onu: "Non siamo contenti", ha detto Ryabkov, citato dal canale satellitare Russia Today: "Pensiamo che sia distorto, parziale e che la base delle informazioni sul quale è costruito non sia sufficiente. In ogni caso", ha aggiunto, "avremmo bisogno di sapere di più su che cosa è successo nell'incidente del 21 agosto". Le Nazioni Unite hanno pubblicato una relazione di 38 pagine che conferma l'uso di gas sarin nell'attacco a Goutha, periferia di Damasco, il mese scorso. Gli esperti, che hanno raccolto i dati sul campo, non erano autorizzati a indicare un responsabile. Anche se tutti gli indizi sembrano portare al regime di Bashar al-Assad, il documento è ora oggetto di diverse interpretazioni.

Assad ringrazia Mosca: "Nuovo equilibrio mondiale" - Il presidente siriano Bashar al Assad, ricevendo a Damasco il vice-ministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov, ha ringraziato la Russia per il suo sostegno a Damasco di fronte al "feroce attacco". Lo ha reso noto la televisione di Stato siriana. Bashar ha poi aggiunto che la posizione di Mosca, che si è opposta all'ipotesi di un attacco contro Damasco in seguito all'uso di armi chimiche, può contribuire ad "un nuovo equilibrio mondiale".

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