Datagate, le nuove rivelazioni sull’attività dell’Nsa

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Non solo mail e telefonate. Secondo le ultime inchieste dello Spiegel, l’intelligence statunitense sarebbe andata oltre il monitoraggio dei principali servizi web, “intercettando” anche le comunicazioni mobili e le transazioni finanziarie globali

di Nicola Bruno

Prima sono state le telefonate. Poi sono arrivate le rivelazioni su Prism e Xkeyscore, i due programmi segreti per il monitoraggio di email, foto, video, profili dei social network, sia attraverso l’accesso diretto ai server delle più importanti compagnie hi-tech, che attraverso i cavi sottomarini. A seguire è stata la volta delle tracce di DNA, delle conversazioni dei leader politici e dei diplomatici ai grandi vertici internazionali, delle comunicazioni interne di Al Jazeera e finanche dei dati sensibili solitamente scambiati in maniera criptata. A tutto ciò si sono poi aggiunte altre due importanti rivelazioni delle ultime settimane: l’Nsa avrebbe avuto accesso ai dati scambiati attraverso gli smartphone e avrebbe spiato le transazioni finanziarie internazionali, tra cui anche quelle effettuate sui più noti circuiti delle carte di credito.

Follow the money - A sostenerlo, nei giorni scorsi, il settimanale tedesco Der Spiegel, a partire  dai documenti top-secret condivisi da Edward Snowden.
Si chiama Follow the Money (“segui il denaro”, dal celebre motto della ‘gola profonda’ che ha dato via allo scandalo del Watergate) ed è un programma segreto per il monitoraggio delle transazioni finanziarie globali, effettuate su qualsiasi tipo di circuito: dai conti correnti bancari alle carte di credito fino ad arrivare alle nuove monete virtuali come Bitcoin. Al centro del programma, scrive Der Spiegel, ci sarebbe un database - il cui nome è Tracfin - che nel 2011 conteneva 180 milioni di documenti, la maggior parte dei quali (84%) si riferiva a transazioni effettuati sulle carte di credito. Secondo Der Spiegel, gli agenti dell’NSA potevano monitorare senza difficoltà i pagamenti effettuati sui circuiti Visa e Mastercard e avevano accesso ai movimenti delle carte rilasciate da 70 banche in tutto il mondo, molte delle quali si trovano “in paesi colpiti dalla crisi, come Italia, Spagna e Grecia”. Secondo un altro documento consultato dal settimanale tedesco, poi, l’NSA in passato avrebbe avuto accesso anche ai dati di Western Union, società per i trasferimenti di denaro presente in più di 200 paesi, ma nel 2008 la compagnia avrebbe iniziato a utilizzare un sistema di criptaggio più avanzato che avrebbe reso impossibile lo spionaggio da parte dell’NSA.

Dati bancari - Ma la rivelazione destinata ad avere ripercussioni politiche più forti è un’altra: sempre secondo i documenti diffusi da Snowden, l’agenzia di intelligence sarebbe stata in grado di accedere anche ai documenti interni della Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT), istituzione con base a Bruxelles creata per garantire transazioni economiche sicure (i suoi standard vengono utilizzati da più di 8000 banche in tutto il mondo). Come sottolinea Der Spiegel, questa scoperta potrebbe complicare le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea, in quanto violerebbe gli accordi stretti in passato con Bruxelles nell’ambito del Terrorist Finance Tracking Program. Soprattutto se, come ha svelato la scorsa settimana il Washington Post, l’NSA avrebbe condiviso poi queste informazioni con il Ministero del Tesoro statunitense (e quindi non le avrebbe utilizzate solo per la lotta al terrorismo). La scorsa settimana il Commissario Europeo per gli Affari Interni Cecilia Malmström ha dichiarato: “Se è vero che hanno condiviso informazioni con altre agenzie per scopi diversi da quelli specificati nell’accordo, potremo considerarlo chiuso”.

Smartphone - Sempre a partire dai documenti top-secret condivisi da Snowden, Der Spiegel ha portato allo scoperto anche la capacità dell’NSA di intercettare le informazioni presenti sui più comuni smartphone: dal traffico Sms ai contatti salvati in rubrica, passando per le coordinate geografiche (in grado di rivelare gli spostamenti del possessore). Il tutto sarebbe stato possibile su qualsiasi tipo di dispositivo: iPhone (Apple), Android (di Google) e finanche i Blackberry (RIM), da sempre considerati più sicuri rispetto ad altri telefoni in quanto fanno affidamento su tecnologie criptate per lo scambio dei dati. Ad ogni modo, Der Spiegel sottolinea come lo spionaggio degli smartphone non sia stata un’attività frequente: “Dai materiali che abbiamo visualizzato emerge che lo spionaggio degli smartphone non era un fenomeno di massa. E’ stato svolto in maniera individuale e senza che le compagnie produttrici ne fossero a conoscenza”.

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