Siria, Onu: usati 350 litri di sarin sparati con razzi

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Consegnato il rapporto degli ispettori sull'uso di armi chimiche alle porte di Damasco. Ban Ki-moon: "E' stato un crimine di guerra", si è trattato del "peggior attentato coi gas contro civili dal 1998, da quando Saddam Hussein li usò ad Halabja"

Una notte di orrore. Una tempesta di razzi terra-terra lanciati nei sobborghi di Damasco e caricati con 350 litri del micidiale gas sarin. Un attacco durato almeno tre ore, nel corso delle quali lo scorso 21 agosto si è consumato quello che il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon non esita a definire un "crimine di guerra": "Il peggior attacco con armi chimiche contro civili dal 1998, da quando Saddam Hussein li usò ad Halabja".
Il rapporto degli ispettori Onu, che per settimane hanno indagato sul campo alla ricerca di prove sull'uso di armi chimiche in Siria, arriva sul tavolo del Consiglio di sicurezza che al Palazzo di Vetro di New York ne analizza i contenuti definiti dallo stesso Ban "da brividi". Nel dossier, come previsto dal mandato conferito dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon agli ispettori, non si fa alcun riferimento a chi ha sferrato l'attacco, o ad eventuali responsabilità del presidente siriano Bashar al Assad.

Uso del sarin su larga scala - "Sulla base degli elementi acquisiti nell'ambito della nostra inchiesta - si legge nel rapporto del team di Ake Selltrom - la conclusione è che armi chimiche sono state utilizzate nel conflitto in corso nella Repubblica araba siriana contro i civili, inclusi bambini, su relativamente larga scala". Gli esperti "hanno intervistato più di 50 sopravvissuti, personale medico e di primo intervento". Hanno valutato "i sintomi individuali e raccolto campioni biomedici, anche da capelli, urina e sangue di 34 pazienti". Inoltre, hanno analizzato "campioni di munizioni, 30 campioni di suolo e ambientali". "I sopravvissuti - si legge - hanno parlato di bombardamenti, seguiti dalla comparsa di sintomi comuni, tra cui mancanza di respiro, disorientamento, rinorrea, irritazione agli occhi, visione offuscata, nausea, vomito, debolezza generale, perdita di conoscenza".

Attacchi da nord ovest e scritte in cirillico - Gli ispettori delle Nazioni Unite sostengono inoltre che le condizioni climatiche e l'orario dell'attacco, sferrato tra le 2 e le 5 del mattino, hanno massimizzato le sue conseguenze: "Armi chimiche usate in tali condizioni meteorologiche massimizzano il loro potenziale impatto poiché i gas pesanti rimangono vicino al terreno e penetrano nelle cantine dove si rifugiavano i civili". Sempre secondo gli esperti Onu, alcuni razzi usati nell'attacco sarebbero arrivati da nord ovest. Il rapporto mostra fotografie e descrizioni accurate delle armi utilizzate: le lettere incise su uno degli ordigni fotografati sono in cirillico, mentre le munizioni utilizzate nell'area di Moadamiyah "coincidono con una delle varianti del razzo da artiglieria M14 con una testata originale o improvvisata". A Ein Tarma, invece, è stato usato "un razzo calibro 330 lungo una traiettoria est-sud est".

Fabius: nessun dubbio, Assad responsabile dell'attacco - Nelle pagine del dossier, dunque, non si cita mai Assad. Nessun accenno ai responsabili. Del resto, ora che si è  raggiunto un accordo sul disarmo chimico in Siria, la prudenza è massima. Ma all'interno della comunità internazionale, sul coinvolgimento di Damasco ci sono poche incertezze: "Un uso così massiccio di gas sarin non lascia dubbi sulla responsabilità del regime", ha commentato il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius. Nessun dubbio anche a Washington. E l'organizzazione umanitaria Human Rights Watch conferma come "gli armamenti usati per l'attacco sono in possesso esclusivo delle forze armate di Damasco". "I responsabili non sfuggiranno alla punizione per ciò che hanno fatto", promette Ban Ki-moon.

Intanto, da Ginevra, arriva la notizia che la Commissione d'inchiesta istituita sempre dalle Nazioni Unite sta indagando su ben 14 presunti casi di attacco con agenti chimici, dall'agosto del 2011 ad oggi.

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