Assad scrive all'Onu: "Sì a convenzione su armi chimiche"

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"Accettiamo il controllo internazionale perché lo ha proposto la Russia, le minacce Usa non hanno influenzato la decisione" dice il presidente siriano a una tv russa. Putin al New York Times: "Gas usato dai ribelli". Kerry incontra Lavrov

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha ricevuto una lettera dal governo della Siria che dichiara formalmente l'intenzione del Paese mediorientale di aderire alla Convenzione sulle armi chimiche, accordo internazionale che ne vieta la produzione e l'uso. Lo fa sapere il portavoce del Palazzo di Vetro, Farhan Haq.
La lettera di Damasco è allo studio del Dipartimento Legale dell'Onu che deve verificare se si tratta di un legittimo documento di adesione al trattato. Se dovesse arrivare un parere negativo, le Nazioni Unite comunicheranno a Damasco gli ulteriori passi da compiere. 

Assad: "Usa smettano di armare l'opposizione" - Proprio oggi 12 settembre il presidente siriano Bashar al-Assad, in un'intervista a una tv russa riportata dall'agenzia di stampa Interfax, aveva assicurato che Damasco avrebbe inviato presto all'Onu i documenti necessari per l'accordo sul controllo internazionale delle armi chimiche. Assad ha sottolineato però che il processo di smantellamento delle armi chimiche del suo Paese non deve essere unilaterale e che gli Usa devono smettere di minacciare Damasco e di armare l'opposizione. Il presidente siriano ha inoltre precisato che la decisione della Siria di cedere il controllo delle armi chimiche è il risultato della proposta russa e non della minaccia di un intervento militare Usa.

Putin: "Gas usato dai ribelli"
- Parole che arrivano dopo che, in un'intervista al New York Times, il presidente russo Vladimir Putin ha messo in guardia sulle conseguenze di un potenziale attacco americano contro Damasco, che sarebbe, senza l'appoggio dell'Onu, un "atto di aggressione" e causerebbe "una nuova ondata di terrorismo. Metterebbe in pericolo gli sforzi multilaterali per risolvere il problema del nucleare iraniano e il conflitto israelo-palestinese", oltre a "destabilizzare ulteriormente il Medio oriente e il Nord Africa".
Secondo Putin, inoltre, è probabile che siano stati i ribelli e non il regime a usare le armi chimiche. "Non c'è dubbio che gas" chimico "sia stato usato in Siria. ma ci sono ragioni per ritenere - afferma il presidente russo - che non sia stato l'esercito siriano ma le forze dell'opposizione per provocare un intervento" di potenze straniere che, così, "si allineerebbero con i fondamentalisti". La Russia "non sta proteggendo il governo siriano ma la normativa internazionale" ha affermato ancora Putin.

L'incontro Kerry-Lavrov - Sul fronte dei rapporti Usa-Russia per risolvere la crisi siriana, il segretario di Stato John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, si incontrano oggi 12 settembre a Ginevra. Gli Stati Uniti vogliono capire che margini vi siano per indurre Assad a porre sotto controllo internazionale il proprio arsenale chimico senza ricorrere ai raid. Intanto la Francia ha presentato una bozza con la quale si danno 15 giorni ad Assad per fornire un elenco completo delle armi chimiche e biologiche e della loro ubicazione. Il testo di Parigi è già stato contestato dalla Russia per il riferimento al “Chapter 7” che evoca l'uso della forza.

I ribelli respingono la proposta russa - Ma la proposta russa viene seccamente rifiutata dall'Esercito siriano libero dei ribelli, che ha respinto con forza la proposta di Mosca che prevede di mettere sotto controllo internazionale le armi chimiche del regime siriano.

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