11 settembre, Obama: "Siamo più sicuri, ma restiamo vigili"

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Nel 12esimo anniversario dell'attentato, gli Usa ricordano la strage. Con la commemorazione alla Casa Bianca, 100 ballerini vestiti di bianco al Lincoln Center, un museo in costruzione. Il presidente: "Non dimenticheremo mai chi abbiamo perso". VIDEO

Nel giorno del 12esimo anniversario del peggior attacco della sua storia, l'America celebra le sue vittime. Con le parole del presidente Barack Obama, che alla Cnn ha detto: "Ora siamo più sicuri, ma dobbiamo restare vigili". Con i minuti di silenzio alla Casa Bianca e le manifestazioni di New York, sede dell'attentato.

Le parole di Obama -
"Ora l'America è più sicura di quanto lo fosse prima dell'11 settembre. Anche se ci sono ancora delle minacce. Soprattutto fuori dal suolo americano. Dobbiamo quindi restare vigili". Così il presidente degli Stati Uniti ai microfoni della Cnn, nel Giorno nazionale del servizio e del ricordo. "Non dimenticheremo mai coloro che abbiamo perso", ha aggiunto Obama in una nota ufficiale.  


Gli eventi negli Usa - Oggi la memoria dell'11 settembre 2001 è ancora viva. E alimentata dalla questione siriana e dalle minacce di terrorismo di agosto, che hanno portato alla chiusura di ambasciate e consolati americani nel mondo.
Le celebrazioni saranno ridimensionate rispetto agli anni passati. Dopo i minuti di silenzio alla Casa Bianca, in ricordo dei due aerei che hanno colpito le Torri Gemelle, il presidente Obama parteciperà a una commemorazione al Pentagono di Washington, dove si schiantò il terzo velivolo.
Al World Trade Center di New York, dove ormai si innalza la Freedom Tower, sono già stati accesi i fasci di luce. Tra le manifestazioni che si terranno in città, la terza edizione del "Table of Silence Project": 100 ballerini vestiti di bianco si esibiranno al Lincoln Center sulle note del flauto di Andrea Ceccoromi. Uno spettacolo che fa parte del calendario dell'Anno della cultura italiana negli Stati Uniti. E nella primavera 2014 sarà aperto il National September 11 Memorial and Museum, per ospitare i reperti di quell'11 settembre. Compresa la croce di Ground Zero diventata per i soccorritori "un simbolo di speranza, fede e guarigione".

Il pensiero alla Siria - Anche se la soluzione diplomatica alla questione siriana sembra stia prendendo il sopravvento, nascono nuovi timori per le possibili ritorsioni contro gli Stati Uniti in caso di attacco in Siria, minacciate dal presidente siriano Bashar el Assad. E proprio alla vigilia dell'anniversario dell'attentato, Obama ha parlato agli americani, per cercare di convincerli a sostenere un'eventuale azione militare nei confronti di Damasco. Una richiesta che, nonostante le rassicurazioni, agita il rischio di una nuova guerra. "Le minacce per New York sono uguali se non maggiori a quelle precedenti all'11 settembre", ha detto il capo della polizia di New York, Raymnond Kelly, che guidò le indagini sul primo attentato contro il World Trade Center, quello del 1993, quando nel sotterraneo delle Torri Gemelle esplose un furgone imbottito di esplosivo.

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