Quirico a SkyTG24: "Ho resistito pensando al futuro"

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L'inviato de La Stampa racconta i 5 mesi della sua prigionia: "Pensavo a quello che avrei fatto tornato a casa". Su un eventuale attacco Usa: "Un errore che aiuta la jihad internazionale". Sulla sua liberazione: "Ho sempre avuto fiducia nell'Italia"

Domenico Quirico, l'inviato della Stampa tenuto prigioniero per cinque mesi in Siria, ha raccontato a SkyTG24 i lunghi mesi della sua prigionia e le prime sensazioni del ritorno a casa.  Questa mattina, ha raccontato, è stato svegliato da un aeroplano che passava. "Tutte le volte che in Siria si sente il rumore di un aeroplano ci si rifugia in qualche posto. Gli aerei in Siria sono i mig che bombardano", ha spiegato all'inviato".

"Sempre avuto fiducia nell'Italia"
- Quirico quindi ha raccontato di essersi molto preoccupato all'inizio, quando pensava "che i nostri sequestratori fossero miliziani del governo, perché so che è molto difficile uscire dalle prigioni di Bashar Al Assad. Si finisce in un sistema repressivo e punitivo dal quale è difficile sapere chi è ancora in vita".
"Successivamente - continua - ho sempre avuto fiducia che il mio paese mi avrebbe riportato a casa. So che questo Stato viene spesso criticato per la sua inefficienza, ma ha questa politica di difendere e aiutare i propri connazionali che sono in difficoltà all'estero. E lo ha sempre fatto con ogni tipo di maggioranza".

"Facevo piani per il futuro" - Come si resiste a cinque mesi di prigionia? "L'elemento fondamentale è che eravamo in due, ci si aiuta reciprocamente, da solo forse non sarei riuscito a resistere - ha raccontato l'inviato de La Stampa - Si resiste cercando di ricostruire, di ripensare alla propria vita normale, facendo dei piani per quando uno ritorna, farò questo o quest'altro, potare una siepe, leggere un libro".

"Vedere Letta e Alfano insieme mi ha incuriosito"
- Rimando isolato per tutto questo tempo Domenico Quirico è venuto solo ora a conoscenza dei principali fatti avvenuti negli ultimi cinque mesi. Tra le cose che lo hanno colpito di più il colpo di stato in Egitto, un tema da lui molto seguito in passato. E poi la composizione del governo in Italia. "Vedere il premier Letta (che lunedì lo ha ricevuto a Palazzo Chigi, ndr) accanto ad Angelino Alfano mi ha molto incuriosito".

"Intervento militare sarebbe un errore"
- Riguardo a un possibile blitz militare americano, Quirico sostiene di non averci mai creduto. Gli americani nella loro storia hanno fatto tantissimi errori negli ultimi anni. Ma fare un'azione di questo tipo, che non aiutava i siriani democratici e laici, ridotti ormai a una sparuta minoranza, e aiuta invece l'arcipelago della jihad internazionale, sarebbe davvero un grave errore". "I nostri carcerieri - ha aggiunto - erano felici all'idea che ci potesse essere un bombardamento americano".

L'intervista integrale a Domenico Quirico:


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