Liberato Domenico Quirico, rapito 5 mesi fa in Siria

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Dell'inviato de La Stampa si erano perse le tracce in aprile, pochi giorni dopo il suo arrivo nel Paese. La figlia Eleonora: "Non vediamo l'ora di abbracciarlo". Letta: "La speranza non era mai venuta meno". Bonino a SkyTG24: "Mesi di lavoro"

L'inviato de La Stampa in Siria Domenico Quirico, di cui si erano perse le tracce in aprile, è stato liberato per rientrare in Italia nella notte. A darne notizia, il quotidiano torinese sul suo sito. Quirico, 62 anni, era entrato in Siria il 6 aprile e l'ultimo contatto con lui era stato il 9 aprile, a parte una breve telefonata, che Quirico aveva fatto alla moglie il 6 giugno, dicendo di stare bene e di essere stato rapito.
"Siamo emozionate e felici. Lo aspettiamo a casa e non vediamo l'ora di abbracciarlo" ha detto all'Ansa una delle due figlie, Eleonora, che con la sorella aveva rivolto ai rapitori un commovente videomessaggio (IL VIDEO).

La gioia del direttore Calabresi - "Abbiamo avuto la magnifica notizia da Emma Bonino e Enrico Letta. Sappiamo che hanno già contattato la famiglia. E' una notizia magnifica" il commento del direttore de La Stampa Mario Calabresi che ha espresso la sua gioia anche su Twitter.


La soddisfazione del governo e di Napolitano - "La notizia della liberazione di Domenico Quirico mi riempie di grande gioia e di soddisfazione. Il mio pensiero va prima di tutto ai parenti che potranno finalmente riabbracciare Quirico dopo tanti mesi e numerosi momenti di ansia" il commento del ministro degli Esteri Emma Bonino che a SkyTG24 ha parlato dei "mesi di duro lavoro" che hanno portato alla liberazione del giornalista. Il ministro ha anche spiegato di non aver parlato con Quirico dopo la liberazione: "Gli ho lasciato tutto lo spazio possibile per contattare i suoi familiari. Anche questa è una forma di rispetto. Prima era
utile che rassicurasse la sua famiglia".
"La speranza non era mai venuta meno e vengono ora coronati dal successo tutti gli sforzi messi in campo per un esito positivo della vicenda" le parole che il premier Letta a rivolto alla redazione de La Stampa.



"Non abbiamo mai perso le speranze" ha dichiarato anche il ministro della Difesa Mario Mauro esprimendo il "più grande apprezzamento per il Ministro degli Esteri e per i Servizi" (AUDIO).
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso "vivissimo apprezzamento per l'impegno dispiegato dal ministro Emma Bonino, dal ministero degli Esteri e dai Servizi per il successo di tutti i delicatissimi passi volti a garantire la libertà di Domenico Quirico".

Il sequestro lampo in Libia nel 2011 - Inviato di guerra, sposato e padre di due figlie, Quirico è da molto tempo in prima linea nei paesi del Nord Africa e della Primavera araba. Nell'agosto 2011 nel tentativo di arrivare a Tripoli, durante la rivolta anti-Gheddafi in Libia, fu rapito insieme con due colleghi del Corriere della Sera e uno di Avvenire. Durante il sequestro fu ucciso il loro autista, mentre i reporter vennero liberati solo due giorni dopo. Quirico ha seguito tutte le vicende africane degli ultimi vent'anni, dal Ruanda al Congo, alla Somalia. Negli ultimi anni si è dedicato alla guerra in Mali, è stato in Somalia e ora era la quarta volta che si trovava in Siria.

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