Siria, gelo Obama-Putin al G20. Usa insistono: serve attacco

1' di lettura

Tensioni al summit di San Pietroburgo. Il Papa scrive al presidente russo: "Impedire il massacro". Smentita la telefonata ad Assad. Cameron: "Nuove prove contro il regime". Inviata nave italiana in Libano. Letta: "Ultima occasione per trovare soluzione"

Il conflitto siriano e il probabile intervento militare americano approdano sul tavolo del G20 di San Pietroburgo mentre papa Bergoglio non perde l'occasione per lanciare l'ennesimo appello ai leader riuniti in Russia. "Fermate il massacro", implora il pontefice che ha scritto direttamente a Putin, padrone di casa e grande alleato del regime di Damasco, chiedendo ai grandi del mondo di agire per "evitare nuove sofferenze" al popolo siriano. Il papa sta tessendo una serie di contatti per promuovere una soluzione diplomatica al conflitto (anche se la notizia del Clarin secondo cui avrebbe telefonato a Bashar al-Assad è stata smentita dalla Santa Sede) e ha ammonito che cercare una soluzione negoziale "è dovere morale di tutti i governi del mondo".

Gelo Usa-Russia - Ma il dialogo sulla Siria non si preannuncia facile. Obama e Putin non si parlano dopo che il presidente Usa ha cancellato il colloquio bilaterale a causa dell'asilo provvisorio concesso dalla Russia a Edward Snowden, la talpa dell'Nsagate. E il Cremlino ha annunciato che non ci saranno neanche colloqui separati di Putin con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, e con l'inviato di Onu e Lega Araba, Lakhdar Brahimi.

Cina: "L'unica soluzione è politica" -
La Cina, altro alleato di Damasco, e come Mosca, decisa a bloccare qualsiasi risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, esercitando il potere di veto proprio dei cinque stati membri permanenti, ha spiegato che un'azione militare danneggerebbe l'economia. "L'unica soluzione è politica", ha sottolineato il portavoce della delegazione di Pechino al G20.

Si muovono le navi russe e italiane -
L'Ue, intanto, frena sull'intervento militare. Arrivati a San Pietroburgo, Josè Manuel Durao Barroso ed Herman van Rompuy, pur bollando come un "crimine contro l'umanità" l'attacco chimico del 21 agosto, hanno avvertito che per il conflitto in Siria "non esiste soluzione militare". Ma intanto tre navi da guerra russe - due d'assalto anfibio e una da ricognizione - hanno attraversato lo stretto del Bosforo e sono entrate nel Mediterraneo orientale. Il tutto mentre l'Italia ha schierato la nave Doria vicino alle coste del Libano. Una misura "a scopo precauzionale" visto la presenza dei militari italiani nel Paese con la missione Unifil, ha spiegato a SkyTG24 il Capo di Stato maggiore della Difesa Binelli Mantelli.

Cameron: nuove prove contro Assad -
L'ambasciatore Usa all'Onu, Samantha Power, ha annunciato di aver fornito ad alcuni stati membri delle Nazioni Unite elementi di intelligence raccolti dai servizi americani sull'attacco del 21 agosto. Ma, ha lamentato Power, il Consiglio di Sicurezza continua ad essere "ostaggio" della Russia. "Nuove prove" sono state annunciate dalla Gran Bretagna. "Stiamo esaminando proprio ora alcuni campioni prelevati da Damasco nel laboratorio di Porton Down che mostrano ulteriormente l'uso di armi chimiche in quel quartiere di Damasco (Ghouta, ndr)", ha detto il premier britannico, David Cameron, alla Bbc Tv dal G20 di San Pietroburgo. Intanto fa discutere un video pubblicato dal New York Times in cui si vede un gruppo di ribelli siriani con i fucili puntati su sette militari lealisti a torso nudo inginocchiati un attimo prima della loro esecuzione a freddo.

La cronaca della giornata

Leggi tutto