Siria, Commissione esteri Usa vota il via libera all'attacco

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Primo sì ufficiale a favore dei raid. Il presidente Obama: "Non ho fissato io la linea rossa sull'uso delle armi chimiche, il mondo non può stare in silenzio". Putin: "Sì ad azione militare, solo se provato uso gas". Letta: "Senza Onu non partecipiamo"

"Occorre una risposta efficace" alla barbarie dell'attacco chimico siriano. "Il mondo non può restare in silenzio". Il presidente Usa Barack Obama, a Stoccolma prima di volare a San Pietroburgo per il G20, lancia il suo appello alla comunità internazionale. "Crediamo con grande forza che c'è stato un attacco chimico e che Assad ne sia stata la fonte” ha continuato Obama, spiegando: "E' in gioco la credibilità non solo mia, ma del Congresso e dell'America". "Non ho fissato io la linea rossa sull'uso delle armi chimiche, ma è stata la comunità internazionale", ha aggiunto. Parole che arrivano dopo l'accordo raggiunto con i repubblicani alla Commissione esteri su una bozza di risoluzione che autorizza un attacco militare.

Commissione Esteri Senato Usa vota a favore - Il primo punto a suo favore Obama lo ottiene dalla Commissione Esteri del Senato Usa che ha dato il via libera ai raid sulla Siria. La risoluzione della Commissione che autorizza l'intervento armato è stata approvata di scarto, con 10 voti favorevole e 7 contrari. Tra i favorevoli anche il senatore John McCain, che aveva invece annunciato un voto contrario. La parola passa ora all'Aula del Senato.

Putin: "Azione militare se confermato uso gas" - Mentre negli Usa Obama è convinto di ottenere l'approvazione del Congresso, da Mosca Putin avverte: "Il sì russo in Consiglio di sicurezza all'intervento ci sarà solo se gli ispettori Onu presenteranno prove inconfutabili". Intanto il Papa chiama tutti a partecipare, sabato 7, alla giornata di preghiere e digiuno: "Si alzi il vento della pace in tutta la Terra". Il Gran Muftì di Siria, Ahmad Badreddin Hassou, gli scrive aderendo all'appello pro-Siria: "Sabato sarò in Piazza San Pietro o nella moschea di Damasco in preghiera e digiuno".

Letta: "Senza Onu non partecipiamo" - "L'Italia ha un quadro giuridico per cui non può partecipare senza il consenso dell'Onu e quindi non parteciperemo senza autorizzazione delle Nazioni Unite". Il premier Enrico Letta, intervistato da Russia 24, ha ribadito la posizione italiana sulla crisi siriana. L'uso di armi chimiche, ha aggiunto, è un "crimine" che va "punito", ma si devono attendere le indagini Onu. "Per noi è molto importante questo vertice del G20: sulla Siria ci aspettiamo da Putin una leadership che riesca a far fare passi avanti verso una soluzione politica".

Navi italiane pronte a proteggere truppe Unifil - Intanto però, una nave militare italiana, il cacciatorpediniere Andrea Doria, è salpato da Taranto per dirigersi al largo delle coste libanesi. Un'altra nave, la fregata Maestrale, è ancora "in fase di approntamento" e partirà nelle prossime ore, al massimo entro un paio di giorni. Scopo della missione, secondo fonti militari, è quello di tutelare le truppe italiane della forza Unifil presenti in Libano in caso di conflitto siriano.

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