Papa: "Chi fa chiacchiere vuole uccidere i fratelli"

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Il Pontefice, durante la messa a Santa Marta, torna a criticare "gelosia e invidia nate da pettegolezzi". Poi su Twitter, dopo l'Angelus di domenica, lancia un nuovo appello per la pace in Siria: "Mai più guerra"

"Quelli che in una comunità fanno chiacchiere sui fratelli, sui membri della comunità, vogliono uccidere". A dirlo, è papa Francesco nell'omelia della messa celebrata oggi, lunedì 2 settembre a Santa Marta, la prima con i gruppi dopo la pausa estiva.
"Dove c'è Dio non ci sono odio, invidia e gelosia, e non ci sono quelle chiacchiere che uccidono i fratelli", ha affermato il pontefice nell'omelia, riportata dalla Radio Vaticana, in cui ha parlato dell'incontro di Gesù con i suoi conterranei, gli abitanti di Nazaret, come lo racconta il Vangelo di San Luca.

L'appello di Francesco - "Quando in una comunità - ha proseguito Francesco - si dice: 'Ah, che buono, questo che è venuto da noi!'. Se ne parla bene il primo giorno; il secondo non tanto; e il terzo si incomincia a spettegolare e finiscono spellandolo". Il pontefice ha fotografato così quanto accade anche nella Chiesa ad ogni livello quando ci sono cambiamenti nelle posizioni di responsabilità, "con la nomina di un nuovo parroco, di un nuovo vescovo e via salendo".
"Noi - ha detto il Papa - siamo abituati alle chiacchiere, ai pettegolezzi. Ma quante volte le nostre comunità, anche la nostra famiglia, sono un inferno dove si gestisce questa criminalità di uccidere il fratello e la sorella con la lingua!".

Bertone "Accuse contro di me nate da intreccio di vipere" - Le parole del Papa arrivano il giorno dopo le dichiarazioni dell'ex segretario di Stato Tarcisio Bertone, che incontrando alcuni giornalisti aveva parlato di tante "accuse",  frutto di un "intreccio di corvi e di vipere", rovesciategli addosso, specie negli ultimi due anni del suo mandato. "Ho avuto i miei difetti", aveva detto Bertone, ma "ho dato sempre tutto": e non si può affermare che "non abbia cercato di servire la Chiesa".

Su Twitter: "Mai più la guerra" - Nella mattina di lunedì 2, il Pontefice è tornato a lanciare l'appello di domenica contro la guerra in Siria, con un tweet:



Domenica, alla preghiera dell'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico su piazza San Pietro, leggendo un lungo testo (video) dedicato alla situazione in Siria, il Pontefice aveva confessato: "Il mio cuore è particolarmente ferito da quello che sta accadendo ed è angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano", ribadendo la necessità di "promuovere il dialogo e il negoziato" da parte della comunità internazionale e indicendo per il 7 settembre una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, nel Medio Oriente e nel mondo intero, concludendo il suo intervento proprio con le parole espresse oggi nel suo tweet: "Mai più la guerra!".

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