Siria, Letta: “Faremo di tutto per una soluzione politica”

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Damasco si dice pronta a rispondere a un eventuale attacco e respinge le accuse di aver usato armi chimiche. Letta: "Comprendiamo Usa e Francia, ma senza l'avallo dell'Onu l'Italia resterà fuori". Merkel critica Russia e Cina

"Sono pronto a dare l'ordine di un attacco ma chiederò al Congresso il via". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama chiarendo la posizione degli Stati Uniti in merito all'ipotesi di un eventuale attacco nei confronti della Siria. Intanto, gli ispettori dell'Onu lasciano il paese mediorientale per riferire i risultati delle loro ricerche e la marina americana rinforza la sua presenza nel Mediterraneo. Una sesta nave ha infatti raggiunto il Mediterraneo orientale. Il regime di Assad nel frattempo risponde alle accuse di John Kerry, secondo cui ci sarebbero prove inconfutabili dell'uso di armi chimiche: "Sono menzogne" dice il ministro degli esteri siriano.
Il premier italiano Enrico Letta assicura che al G20 della "settimana prossima a San Pietroburgo faremo di tutto perché si trovi una soluzione politica al dramma siriano, che ha già prodotto un numero intollerabile di vittime e di profughi. La rapida convocazione di Ginevra 2  è oramai ineludibile". E ribadisce che l'Italia non interverrà senza l'avallo dell'Onu. "Comprendiamo l'iniziativa di Stati Uniti e Francia, alla quale però, senza le Nazioni Unite, non possiamo partecipare".

Due settimane per avere i risultati - Come previsto alle 7.40 (5.40 in Italia) gli ispettori delle Nazioni Unite hanno lasciato la Siria, al termine della missione per indagare sull'attacco chimico del 21 agosto a est di Damasco. I 13 esperti dell'Onu, guidati da Ake Sellstrom, hanno varcato a bordo di sette veicoli la frontiera con il Libano per raggiungere Beirut. La loro partenza accresce l'aspettativa per un attacco militare dopo che Francia e Stati Uniti si sono detti pronti a intervenire per dare un segnale al regime di Bashar al-Assad, ritenuto responsabile dell'uso di gas nervini contro i civili. Angela Kane, l'inviata Onu per il disarmo che ha accompagnato gli ispettori in Siria era già partita venerdì per New York e in giornata dovrebbe riferire al segretario generale Ban Ki-moon. Per avere i risultati dei test sui campioni prelevati, però, potrebbero essere necessario fino a due settimane, ha precisato il segretario generale delle NazioniUnite, Ban Ki-moon, ai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Sesta nave Usa nel Mediterraneo - In attesa della decisione finale di Barack Obama sull'eventuale attacco, una sesta nave da guerra americana ha raggiunto il Mediterraneo orientale. Fonti del Pentagono hanno reso noto che l'unità da trasporto anfibio Uss San Antonio, con a bordo centinaia di marines, si è aggiunta ai cinque cacciatorpediniere americani armati con missili da crociera già presenti nell'area. Le fonti hanno precisato comunque che l'unita' e' stata aggregata perché il suo transito dal Canale di Suez, proveniente dal Mar Rosso, era già programmato e non perché si preveda l'impiego dei marines sul terreno. "Viene tenuta li' per precauzione", ha spiegato la fonte.

Damasco respinge le accuse Usa
- Intanto il regime di Bashar Al Assad replica alle accuse del segretario di Stato Usa John Kerry, secondo cui ci sarebbero le prove che Damasco è responsabile di aver ucciso con armi chimiche almeno 1429 persone. "Ciò che l'amministrazione americana descrive come prove irrefitabili non sono che stanche leggende fatte circolare da oltre una settimana da parte dei terroristi", cioè dei ribelli, "con la loro quota di menzogne e di favole interamente fabbricate ad arte", recita una nota del ministero degli Esteri siriano.

Merkel contro Russia e Cina - A livello internazionale arrivano le parole di Angela Merkel contro Russia e Cina, accusate di aver indebolito il ruolo dell'Onu impedendo che si raggiungesse una posizione comune sulla Siria nel Consiglio di sicurezza. "E' molto deplorevole", ha dichiarato in un'intervista all'Augsburger Allgemeine, "che Russia e Cina si siano a più riprese rifiutate di arrivare a una posizione comune con i partner occidentali sul conflitto siriano". "Così hanno considerevolmente indebolito il ruolo delle Nazioni Unite", ha denunciato il cancelliere.

Putin: "Usa mostrino prove di armi chimiche" - Da parte sua Vladimir Putin ha sfidato gli Stati Uniti a portare le prove dell'uso di armi chimiche al consiglio di sicurezza dell'Onu.  "Parlando dei nostri colleghi americani - ha spiegato Putin ai giornalisti a Vladivostok  - che ritengono che le truppe governative in Siria abbiano usato le armi chimiche e dicono di avere le prove. Bene - ha aggiunto il presidente russo - le mostrino agli ispettori delle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza. Se non lo faranno questo vuol dire che non c'è nessuna prova".  Infine diretto ancora a Obama, Putin ha detto "La Russia ti consiglia di pensarci due volte prima di prendere una decisione sulla Siria".

Iran pronto a difendere la Siria - L'Iran annuncia invece di essere pronto a difendere  Damasco da ogni aggressione. Lo ha sottolineato il presidente della  Commissione Sicurezza Nazionale e Politica Estera del parlamento di  Teheran, Alaeddin Boroujerdi, in una nota diffusa prima del suo arrivo in Siria. Nel comunicato, Boroujerdi ha sottolineato che un eventuale  intervento armato contro il regime di Damasco "incendierà" la regione e "l'entità sionista e l'Occidente" ne pagheranno "per primi" le  conseguenze. Il presidente della Commissione ha quindi condannato la  campagna mediatica "su larga scala" finalizzata a lanciare un attacco  contro la Siria, parlando di "guerra psicologica e di segnale di  stupidità" che riflette "la debolezza degli Usa".

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