Siria, Obama: "Nulla di deciso. Ma non sarà un nuovo Iraq"

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Gli Usa non hanno dubbi che il regime abbia usato armi chimiche. "Dobbiamo inviare a Bashar al Assad un "messaggio forte" afferma il presidente americano in un'intervista alla Pbs. E precisa: "Non entreremo nella guerra civile". LIVE BLOGGING

Il governo siriano è dietro l'attacco con armi chimiche della scorsa settimana. E' questa la conclusione a cui sono giunti gli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente americano Barack Obama, sottolineando di non aver ancora preso una decisione su una possibile risposta da parte degli Stati Uniti. Le consultazioni con gli alleati - spiega Obama in un'intervista trasmessa dalla tv Pbs - proseguono e "ho ricevuto le opzioni militari e informative dall' intelligence". E il confronto è anche con il Congresso: oggi, giovedì 29 agosto, alcuni funzionari della Casa Bianca aggiorneranno i leader di Senato e Camera sulla situazione in Siria.

Obama: "Non vogliamo un altro Iraq" - Obama comunque rassicura: "Non vogliamo un nuovo un altro Iraq. In Siria possiamo usare un approccio che non ci faccia ripiombare in un lungo conflitto", indicando così come una risposta americana sarebbe "limitata". E precisa: "Gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a entrare nella guerra civile siriana". In ogni caso "dobbiamo evitare in ogni modo che armi chimiche possano essere usate contro di noi". "Abbiamo guardato tutte le prove" e "concluso" che è stato il governo siriano a portare avanti l'attacco.

Gli Usa devono inviare un messaggio forte - Gli Stati Uniti - aggiunge Obama - devono inviare al regime di Bashar el Assad un "messaggio forte sul fatto che è meglio che non ripeta" un incidente come quello del 21 agosto scorso.
"C'è una ragione, perché c'è una legge internazionale che vieta le armi chimiche" aggiunge Obama, precisando che a fronte di un'infrazione della norma ci devono essere "conseguenze internazionali". Usare armi chimiche "su larga scala contro la propria gente, contro donne e bambini" non significa "solo violare una legge internazionale e gli standard di decenza, ma significa anche creare una situazione che ha effetti sugli interessi nazionali americani".

Dalle ultime indiscrezioni trapelate dalla Casa Bianca, sembra comunque che gli Usa attenderanno che gli ispettori Onu che indagano sull'attacco chimico lascino la Siria ed è quindi probabile che un eventuale attacco slitti alla prossima settimana.

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