Siria, il regime accusa: "Armi chimiche usate dai ribelli"

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L'Onu chiede tempo per gli ispettori. Londra presenta la bozza di risoluzione, Merkel chiede una soluzione politica, poi l'intesa: "Occorre una risoluzione". L'Italia frena. Letta: "Le Nazioni Unite chiariscano". Damasco: "Terroristi colpiranno l'Europa"

Ore decisive per il possibile attacco in Siria. Dopo che Cameron ha chiesto all'Onu l'autorizzazione per un intervento militare occidentale, nella serata di mercoledì 28 agosto il governo britannico sembra essere orientato a chiedere che il Consiglio di sicurezza abbia la possibilità di esaminare il rapporto sull'attacco chimico prima di esprimersi sul sostegno ad un'eventuale azione militare.
Orientamento, questo, condiviso anche da Angela Merkel che, dopo aver detto che la guerra civile in atto può essere fermata "solo con una soluzione politica", in una telefonata col premier britannico si è detta convinta dalla necessità di una risoluzione.

Il regime di Assad: "Armi chimiche usate da opposizione" - Il regime, dal canto suo, per bocca del vice ministro degli Esteri siriano Faysal al Miqdad, sostiene che il 21 agosto scorso sono state usate armi chimiche, ma dall'opposizione armata.
Una tesi, questa, nettamente smentita da Londra: secondo il ministro degli Esteri inglese William Hague le armi chimiche sono state usate dal regime e sono "un crimine contro l'umanità". Stesse parole usate del premier italiano Enrico Letta che però attende "la legittimità dell'Onu". Il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino ha invece ribadito che "anche con l'eventuale via libera dell'Onu" in Italia non sarebbe automatico l'intervento, ma scatterebbe invece un "serio dibattito in Parlamento" (VIDEO).

Le armi chimiche - Nel frattempo, Damasco minaccia l'Europa. "Presto i terroristi colpiranno il Vecchio Continente con armi chimiche" ha dichiarato il viceministro degli Esteri siriano Faisal Maqdad, secondo il quale "Usa, Gran Bretagna a Francia hanno aiutato i terroristi che usano armi chimiche in Siria, e gli stessi gruppi presto potrebbero colpire l'Europa". Ma il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, non ha dubbi: "Le informazioni disponibili da un'ampia gamma di fonti indicano che il regime siriano è responsabile dell'uso di armi chimiche negli attacchi" del 21 agosto.
Gli ispettori Onu, però, ha avvertito il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, hanno bisogno di altri quattro giorni per terminare la propria indagine sul presunto attacco con gas letali. E fino a che gli ispettori delle Nazioni Unite saranno in Siria, l'intervento occidentale resta meno probabile.

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