Omicidio Meredith, Amanda: "Non torno per nuovo processo"

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La 26enne di Seattle ha comunicato ai suoi legali l'intenzione di non venire in Italia per il processo d'appello che si terrà a Firenze, dopo che la Cassazione ha annullato l'assoluzione in 2° grado a Perugia. L'avvocato: non capisce la giustizia italiana

Amanda Knox non vuole "sfuggire" al nuovo processo che l'attende, a Firenze non più a Perugia, per l'omicidio di Meredith Kercher. Ma non tornerà in Italia "perché non capisce i meccanismi così violenti della giustizia italiana". Lo riporta il Quotidiano Nazionale che riferisce come il suo difensore Luciano Ghirga l’abbia incontrata negli Usa per fare il punto della situazione in vista della prima udienza in programma il 30 settembre.
Una presenza che invece "è dovuta" secondo l'avvocato Francesco Maresca che rappresenta da sempre la famiglia Kercher. "Dovuta per l'importanza del processo - ha spiegato - ma anche per il rispetto che si deve alla Corte e alla povera vittima della quale non si parla mai".

Amanda: "Ho sostenuto 86 udienze, cosa dovrei fare di più" - Dopo la condanna in primo grado 26 e 25 anni di reclusione, Amanda Knox e Raffaele Sollecito - che si sono sempre proclamati innocenti - sono stati assolti in appello tornando liberi dopo quasi quattro anni di carcere. Sentenza annullata a marzo dalla Cassazione che ha disposto un nuovo processo d'appello per i due giovani da celebrare questa volta a Firenze (per questioni procedurali). Un meccanismo che la Knox non comprende. "Non capisce - ha detto l'avvocato Ghirga - come processualmente possa essere prima nero, poi bianco e ora di nuovo nero. Quando l'abbiamo incontrata ha ribadito di essere innocente e di affidarsi completamente ai suoi difensori, cioè a me e al collega Carlo Dalla Vedova. La sua è solo una scelta processuale". "Ho sostenuto 86 udienze - ha sottolineato ancora Amanda - e in decine di occasioni ho presentato dichiarazioni spontanee, che altro dovrei dire o fare di più?". Il legale ha sottolineato comunque che "Amanda non sta fuggendo da alcunché", ricordando l'assoluzione con formula piena in appello. "Sono libera e presunta innocente" ha ribadito la stessa Knox. La ragazza è apparsa ai suoi interlocutori magra e in ansia per il prossimo procedimento.

Il legale dei Kercher: "Ci vuole rispetto per la Corte e per la vittima" - L'avvocato Maresca giudica invece "inopportune" le sue dichiarazioni "di fronte a una sentenza importante come quella della Cassazione che ha disposto un nuovo processo d'appello". "E' ovvio - ha aggiunto - che sia in ansia in vista di una decisione importante per la sua vita. Così come è in ansia la famiglia Kercher. Ci vuole però rispetto per la Corte d'assise d'appello di Firenze e per la povera vittima". "La Knox - ha sottolineato ancora l'avvocato Maresca - deve accettare il meccanismo processuale italiano che prevede l'annullamento con rinvio di una sentenza. E' un suo diritto essere contumace nel processo - ha concluso il legale della famiglia Kercher - ma questo suo atteggiamento di vittima della giustizia italiana è ormai intollerabile".

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