Gas su civili in Siria, la Francia: "Se è vero, intervenire"

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Dopo le accuse dei ribelli al regime di Assad, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esprime "forte preoccupazione". Ban Ki Moon: "Indagini senza indugio". Mosca si mostra scettica, mentre Hollande ritiene "probabile" l'uso delle armi chimiche

Se gli attacchi con armi chimiche in Siria denunciati dai ribelli fossero confermati, sarebbe necessario rispondere con la forza. A dirlo il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, secondo cui se il consiglio di sicurezza dell'Onu non fosse in grado di prendere una decisione sui presunti attacchi con armi chimiche in Siria, le decisioni dovrebbero essere prese "in altri modi". Fabius, ha comunque precisato che "non è in discussione di mandare truppe sul campo".

Hollande: "probabile" uso armi chimiche - Una posizione netta anche quella del presidente francese, Francois Hollande: in Siria è "probabile" che siano state utilizzate "armi chimiche", ha affermato in una nota dell'Eliseo con la quale dà notizia di un colloquio con il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.

Il segretario generale dell'Onu ha infatti dichiarato che il possibile uso di armi chimiche in Siria "debba essere investigato senza indugio". Ban ha ordinato alla sua vice Angela Kane di recarsi a Damasco. Il diplomatico ha anche chiesto alla Siria di lasciare accedere il team di ispettori già sul posto nei luoghi dove sarebbero stati usati i gas. Una richiesta formale e' stata inviata dalle Nazioni Unite al governo siriano e Ban si aspetta una risposta positiva "senza indugi".

L'Onu chiede chiarezza - Le parole di Hollande e Ban Ki Moon arrivano all'indomani del Consiglio di Sicurezza convocato d'urgenza in serata dopo i video diffusi in Rete. L'Onu ha fatto sapere di volere "chiarezza" sulle accuse dei ribelli siriani, ma non ha esplicitamente chiesto una inchiesta targata Onu.
C'è comunque "forte preoccupazione" tra i Quindici - si afferma - per le drammatiche immagini approdate su YouTube. Per l'ambasciatrice americana Samantha Power, le notizie dalla Siria sono "devastanti" e "l'Onu deve andar lì' in fretta. Se le accuse saranno confermate i responsabili dovranno finire davanti alla giustizia".

Gli ispettori Onu, arrivati domenica in Siria per indagare su tre precedenti possibili episodi di utilizzo di armi chimche, sono in realtà già sul posto, a meno di un'ora di macchina dal luogo dei presunti massacri. "Speriamo che ottengano dal governo accesso alla zona", ha detto il numero due di Ban Jan Eliasson facendo rapporto in Consiglio. Anche per Eliasson, se confermato, l'uso dei gas da parte del regime di Bashar al Assad rappresenterebbe una "grave escalation" del conflitto.

La Russia scettica, ma appoggia accertamenti "imparziali" - Stretta alleata del presidente siriano, la Russia ha espresso tuttavia scetticismo sulle accuse - smentite categoricamente fin da subito dal governo di Damasco, tanto più in presenza di ispettori Onu nel Paese - sospettando una "provocazione" e una manipolazione mediatica da parte delle opposizioni. Ma anche Mosca, come gli altri in Consiglio, ha espresso il suo appoggio alla richiesta di accertamenti "imparziali". 

L'esperto: "Immagini iperrealistiche, da studiare" - "Guardando i video, la mia impressione è che ci sono molte persone che mostrano in alcuni casi sintomi coerenti con un certo tipo di trauma al sistema nervoso", spiega Stephen Johnson, ricercatore del Cranfield Forensics Institute, che aggiunge: "Ci sono, all'interno di alcuni video esempi che sembrano ipereali,  quasi confezionati. Ciò non vuol dire che sono falsi, ma da studiare".

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