Egitto, polizia autorizzata a sparare. L’Onu: basta violenze

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Rabaa, la piazza sgomberata, "è la nostra Tienanmen", dicono i Fratelli Musulmani, che denunciano più di 4 mila morti. Il bilancio ufficiale è però di oltre 600 vittime. Obama: "Le autorità rispettino i diritti dei manifestanti"

Macerie ovunque, brandelli di vestiti e tende, un odore acre di fumo e residuo di gas lacrimogeni: è piazza Rabaa il simbolo della rivolta dei pro-Morsi, il giorno dopo lo sgombero forzato dei manifestanti (la cronaca degli scontri del 14 agosto).

Il bilancio - Il bilancio ufficiale, fornito dal governo ad interim, parla di oltre 600 morti e quasi quattromila feriti. I Fratelli Musulmani parlano invece di 4.500 vittime, 1.000 nei governatorati esterni al Cairo, e hanno ribattezzato Rabaa la "Tienanmen egiziana". "La conta prosegue e anche l'identificazione in tre moschee, tre ospedali e due obitori": ha annunciato via Twitter il portavoce dei Fratelli Musulmani, Gehad El-Haddad.

Polizia autorizzata a sparare
- Alle ore 21 di giovedì 15 agosto è scattatato il coprifuoco e il ministero dell'Interno ha autorizzato polizia e militari a sparare contro chiunque tenti di attaccare le forze di sicurezza o siti strategici.

Obama: basta violenze sui civili - E da Martha's Vineyard, l'isola del Massachusetts dove è in vacanza, è intervenuto Barack Obama (VIDEO). Gli Stati Uniti non si schierano, dice, ma "condannano fermamente la violenza contro i civili in Egitto". Ai generali egiziani, il presidente Usa chiede di "rispettare i diritti dei manifestanti" e chiede che sia revocato lo stato di emergenza, mentre annuncia la cancellazione delle esercitazioni militari congiunte con l'Egitto 'Bright Star' di settembre. Italia e Francia hanno invece convocato i rispettivi ambasciatori egiziani di stanza nei Paesi, mentre il Papa ha invitato a pregare per la pace.

Nuove barricate a Cairo  - Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza per un mese ma la formazione politica che si richiama al dovere di fedeltà ai valori islamici tradizionali è tornata in piazza e ha annunciato per domani - venerdì 16 agosto - una nuova protesta. Circa 3.000 Fratelli musulmani hanno infatti eretto nuove barricate a Ebeid Street, non molto distante da piazza Rabaa, davanti alla moschea di al Iman al Cairo e centinaia di dimostranti hanno attaccato con bottiglie molotov la sede del governatorato di Giza, al Cairo. IL VIDEO

La cronaca della giornata (qui la versione mobile):

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