Datagate, Obama: "Ora più trasparenza". Tensione con Putin

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Il presidente Usa dopo lo scandalo Nsa: “Riformeremo il Patriot Act. Snowden? Non penso sia un patriota”. Sui rapporti con la Russia, che ha concesso l’asilo all’ex tecnico della Cia: “Da Mosca retorica anti-americana secondo stereotipi da Guerra Fredda”

Serve "un giusto equilibrio tra sicurezza e privacy". A sottolinearlo, in apertura di conferenza stampa a Washington, è stato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama commentando  le vicende del caso Snowden e le polemiche che ne sono seguite (i protagonisti dello scandalo). Obama ha annunciato di aver chiesto "una revisione profonda del programma operativo di sorveglianza" (l'infografica) e "salvaguardie per evitare abusi e tutelare i diritti dei cittadini americani". Ha annunciato una Task force per la trasparenza e ha ribadito "che l'America non ha interesse a spiare la gente normale". Poi, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha affermato: "Non credo che Snowden sia un patriota" e ha aggiunto che con il presidente russo Vladimir Putin, che gli ha concesso l'asilo, "è tornata la retorica anti Usa".

Task force per la trasparenza - "Non c'è dubbio - ha però aggiunto il presidente degli Stati Uniti - che la fuga di notizie ad opera di Snowden abbia provocato una revisione del programma di sorveglianza della Nsa più rapida e più appassionata". Insomma, "possiamo e dobbiamo essere più trasparenti" ha affermato presentando il piano che prevede, tra l'altro, l'istituzione di una task force sul programma di sorveglianza globale e la riforma del Patriot Act affinché ci siano garanzie per la privacy dei cittadini nelle comunicazioni telefoniche.

Riforma del Patriot Act - L'intento di Obama è di arrivare a una riforma di quella parte della legge antiterrorismo che consente di raccogliere i dati delle comunicazioni telefoniche e di affidarsi a un'autorità di controllo sul programma di sorveglianza. "Si tratta di passi", ha aggiunto, "in grado di assicurare al popolo americano che i nostri sforzi sono in linea con i nostri interessi e i nostri valori. E al resto del mondo voglio dire chiaramente ancora una volta che l'America non ha interesse a spiare la gente normale". Obama chiederà al Congresso di avviare la riforma della Section 215 del Patriot Act, approvato subito dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, che contiene le procedure per la raccolta di dati relativi alle comunicazioni tra i cittadini.
Il presidente americano si è infine detto "sicuro che non vi sono stati abusi" nell'utilizzo del programma di sorveglianza ma ha anche sollecitato una maggiore consapevolezza in chi autorizza il monitoraggio delle comunicazioni, mentre un organo di esperti esterni all'amministrazione controllerà che sia rispettato l'equilibrio tra esigenze di sicurezza e privacy.

Medvedev meglio di Putin - Dopo avere annunciato la riforma idei programmi di sorveglianza Usa (con limiti alle intercettazioni previste dal Patriot Act del dopo 11 Settembre), il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, rispondendo alle domande dei giornalisti prima delle sue vacanze, ha fatto anche il punto sulle relazioni, non facili, con la Russia. "Serve una pausa tra noi", ha detto spiegando che con Putin si è assistito a una "maggior retorica antiamericana". Ci sono sempre state alcune tensioni con Mosca, sin dal crollo dell'Urss, ha spiegato, "ma negli ultimi anni con Medvedev ci sono stati dei progressi". Con il ritorno di Putin, invece, quelle relazioni che erano migliorate hanno visto "una riesumazione di vecchi stereotipi della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Russia". Ma c'è dell'altro.
"Francamente - ha aggiunto Obama - vi è un intero arco di temi in cui non abbiamo visto progressi da parte della Russia" e non si tratta di "cattive relazioni con Putin". Oltre al caso Snowden, l'ex contractor del Nsa al quale il Cremlino ha concesso l'asilo, restano infatti insoluti sul tappeto i nodi relativi alla crisi siriana e allo scudo missilistico, per non parlare dei diritti civili. Il presidente americano ha infatti ribadito le proprie critiche alla legge russa che vieta la propaganda per le relazioni sessuali non tradizionali. Ma ritiene che non sia appropriato boicottare le prossime Olimpiadi invernali in programma a Soci, nel sud della Russia. "Non è tornata la guerra fredda", è stata la replica di Mosca.

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