Papa: "No ad ogni lobby. Chi sono io per giudicare i gay?"

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Sul volo che da Rio lo ha riportato a Roma, il Pontefice risponde alle domande dei cronisti sul presunto gruppo omosessuale in Vaticano. Parla anche dello Ior: "Deve essere trasparente". Poi scherza sul contenuto della borsa che ha portato con sé a bordo

"Il problema non è questa tendenza, il problema è fare lobby. Lobby politica, lobby massonica". Risponde così Papa Francesco, dall'aereo che da Rio de Janiero lo ha riportato a Roma, a una domanda dei giornalisti sulla presunta lobby gay in Vaticano. Con i cronisti che hanno seguito il viaggio del Pontefice di ritorno dalla Gionata mondiale della gioventù in Brasile, il Pontefice ha parlato anche dello Ior, rivelando che darà ascolto ai consigli di una commissione pontificia che ha istituito per capire se riformare o addirittura chiudere l'istituto (VIDEO).

"No a tutte le lobby" - "Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?" ha detto il Pontefice nell'intervista di un'ora e mezza concessa ai cronisti durante il volo Rio-Roma, come racconta anche Gian Guido Vecchi sul  Corriere della Sera. "Si scrive tanto sulla lobby gay nella Santa Sede - ha aggiunto - ma ancora non ho una cartella con le identità di chi ne farebbe parte". La Chiesa cattolica "insegna che le persone gay non si devono discriminare, ma si devono accogliere. Il problema non è avere questa tendenza, il problema è fare lobby" ribadisce.

"Ior, la priorità è la trasparenza" - Quanto allo Ior, al centro di scandali finanziari (a fine giugno monsignor Scarano è stato arrestato insieme a un ex agente dei servizi segreti e a un broker finanziario nell'ambito di un'inchiesta sul tentativo di rimpatriare illegalmente 20 milioni di euro dalla Svizzera in Italia) coinvolto nei fondi nei conti della banca vaticana, "io non so me finirà - ha detto Bergoglio - alcuni dicono che forse è meglio che sia una banca, altri che sia un fondo di aiuto, altri dicono di chiuderlo, si sentono queste voci. Io mi fido delle persone che stanno lavorando su questo". Una cosa è certa, ha spiegato Papa Francesco, che sia banca, che sia fondo, la caratteristica dello Ior deve essere "trasparenza e onestà".

"A Ricca accusa ingiusta, Scarano non è beata Imelda" - Papa Francesco non ha poi nascosto il suo disappunto per quanto va emergendo nelle inchieste giudiziarie
sull'Istituto per le Opere di Religione. "Provo dolore per queste cose, perché si dà scandalo". E ancora: "C'è un monsignore che è in galera, non perché assomigliava
precisamente alla beata Imelda", ha osservato il Pontefice rispondendo in merito alla vicenda del sacerdote salernitano Nunzio Scarano. Ben diverso è invece il giudizio di Francesco sul "caso Ricca", cioè sulle accuse rivolte al nuovo prelato dello Ior (nonché direttore della Domus Santa Marta, dove risiede Francesco) che un dossier diffuso alla stampa dipinge come infedele agli impegni del sacerdozio a causa di presunti comportamenti immorali che avrebbe tenuto 13 anni fa in Uruguay, quando era consigliere di Nunziatura a Montevideo. "Non abbiamo trovato niente - ha assicurato - Prima di nominare monsignor Ricca ho fatto quello che prevede il Diritto Canonico, cioè una 'investigatio previa'. E non c'è niente di quello che puzza".

"Mi porto sempre la borsa" - Un'ultima battuta, infine, sulla borsa del Papa che nel viaggio di andata per il Brasile ha preferito portare a bordo con sé: "Non c'era la chiave della bomba atomica" ha ironizzato. "L'ho portata perché faccio sempre così quando viaggio, c'è il rasoio, il breviario, l'agenda, un libro da leggere, era su santa Teresina".

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