Incidente Santiago de Compostela, rilasciato il macchinista

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Secondo i media iberici, Francisco Jose Garzon Amo avrebbe ammesso la propria imprudenza: non ci sarebbero pericolo di fuga né di inquinamento delle prove. Nella serata di lunedì i funerali ufficiali delle vittime del disastro ferroviario

Il macchinista del treno deragliato il 24 luglio a Santiago de Compostela, Francisco Garzon Amo, ha ottenuto la scarcerazione in quanto avrebbe ammesso la propria imprudenza e nessuno ha sollecitato per lui la detenzione.
E' quanto riportano media spagnoli a poche ore dalla fine dell'interrogatorio.
Il macchinista ha lasciato nella sera del 28 luglio, poco dopo la mezzanotte e mezza, il palazzo di giustizia di Santiago, dove era stato interrogato per circa sei ore dal procuratore Luis Alaez.
Non ci sarebbero pericolo di fuga né di inquinamento delle prove, si è saputo da fonti giudiziarie.
Per questo Garzon è stato rimesso a piede libero. Il magistrato gli ha imputato 79 omicidi e 178 ferimenti, gli ha ritirato il passaporto e per sei mesi anche la licenza di conduttore. La Renfe, la società che gestisce le ferrovie spagnole, si è costituita parte offesa per accedere a tutte le fasi dell'inchiesta.
Garzon, a sua volta, come dipendente della Renfe ha diritto ad essere assistito dalla società nella sua difesa. Intanto è sceso a 70 il numero delle persone ancora ricoverate nell'ospedale di Santiago: 22 di queste (fra le quali due bambini) sono ancora in stato critico.

I funerali delle 79 vittime - Nella serata di lunedì 29 luglio, nella cattedrale di Santiago, l'arcivescovo Julian Barrio celebrerà i funerali ufficiali delle vittime galiziane, alla presenza del premier spagnolo, Mariano Rajoy, e dei principi Felipe e Elena.

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