Rio, tre milioni per il Papa. Ai giovani: "Conto su di voi"

1' di lettura

Sulla spiaggia di Copacabana la messa conclusiva del viaggio del Pontefice in Brasile per la Giornata mondiale della Gioventù. L'appello ai ragazzi: "Portate il Vangelo per sradicare e demolire il male e la violenza"

Portate il Vangelo "per sradicare e demolire il male e la violenza, per distruggere e abbattere le barriere dell'egoismo, dell'intolleranza e dell'odio, per edificare un mondo nuovo. Gesù Cristo conta su di voi, la Chiesa conta su di voi, il Papa conta su di voi. Andate e fate discepoli tutti i popoli". E' l'appello rivolto da Papa Francesco ai giovani durante la messa conclusiva del suo viaggio in Brasile per la XXVIII Giornata mondiale della Gioventù. "Cari giovani, siate veri 'atleti di Cristo'! Giocate nella sua squadra" ha scritto su Twitter dall'account @Pontifex.


Circa tre milioni i fedeli sulla spiaggia di Copacabana (FOTO). Presenti, tra le altre autorità, la presidente brasiliana Dilma Rousseff insieme ai colleghi dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, e della Bolivia, Evo Morales.
Migliaia i giovani arrivati da ogni parte del mondo che hanno trascorso la notte accampati sulla spiaggia dopo aver preso parte alla veglia di preghiera della serata del 27 luglio.

"Non abbiate paura di portare Cristo fino alle periferie esistenziali" - "Non ci sono confini, non ci sono limiti: Gesù ci invia a tutti. Il Vangelo è per tutti e non per alcuni" ha detto il Papa alla moltitudine della Giornata Mondiale della Gioventù al palco-altare costruito sulla punta estrema della spiaggia di Copacabana verso Ipanema.  "Il Vangelo - ha scandito il Pontefice - non è solo per quelli che ci sembrano più vicini, più ricettivi, più accoglienti. E' per tutti". Poi l’appello: "Non abbiate paura di andare e portare Cristo in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, anche a chi sembra più lontano, più indifferente”.

"Gesù ci tratta da uomini liberi e da amici" - “Quello di Gesù agli Apostoli, quando li inviò ad annunciare il Vangelo, "è un comando, che, non nasce dalla volontà di dominio o di potere, ma dalla forza dell'amore” ha affermato Papa Francesco nell'omelia della messa conclusiva della Gmg a Copacabana. "Gesù - ha osservato - non ci tratta da schiavi, ma da uomini liberi, da amici, da fratelli; e non solo ci invia, ma ci accompagna, è sempre accanto a noi in questa missione d'amore". "Gesu' per primo - infatti - è venuto in mezzo a noi e ci ha dato non qualcosa di se', ma tutto se stesso, ha dato la sua vita per salvarci e mostrarci l'amore e la misericordia di Dio".

"Il Brasile e l'America latina hanno bisogno di Cristo" - Il Papa ha poi concluso l'omelia dicendo che il Brasile, l'America Latina, il mondo hanno bisogno di Cristo!". E ha aggiunto: "In particolare vorrei che questo mandato di Cristo: 'Andate' risuonasse in voi giovani della Chiesa in America Latina, impegnati nella missione continentale promossa dai vescovi". Poi, al momento della preghiera dei fedeli, si è invocato Dio "per le vittime dell'incidente ferroviario di Santiago de Compostela".

Sull'altare una bimba anacefala - Durante l'offertorio il Papa ha accolto una bimba piccolissima anacefala. A quanto si apprende, il Pontefice ha incontrato i genitori della bimba nella mattina del 27 luglio dopo la messa in cattedrale e li ha invitati a partecipare oggi alla liturgia. I bimbi nati senza cervello solitamente non sopravvivono, la piccola invece è ancora in vita. I genitori hanno deciso di portare avanti la gravidanza dopo aver appreso che la piccola sarebbe stata anacefala.

Prossimo appuntamento a Cracovia nel 2016 - Papa Francesco ha comunicato anche il luogo del prossimo appuntamento. "Cari giovani abbiamo un appuntamento nella prossima Giornata Mondiale della Gioventù, nel 2016, a Cracovia, in Polonia".  Cracovia è la città della quale è stato arcivescovo Giovanni Paolo II, l'inventore di questi mega-raduni giovanili, che anche Benedetto XVI ha portato avanti senza esitazioni.

Leggi tutto