Egitto, violenti scontri al Cairo: decine di morti

1' di lettura

Incerto il bilancio delle vittime: 66 secondo il ministero della Sanità, oltre 120 secondo la Fratellanza. Le ong: "Mohammed Morsi è in buona salute"

Dopo aver inizialmente mantenuto il più assoluto riserbo, anche il governo egiziano appoggiato dai militari ha ammesso che ci sono state vittime nell'assalto compiuto all'alba di sabato 27 luglio dalle forze di sicurezza contro il sit-in a oltranza, organizzato dai Fratelli Musulmani e da vari gruppi loro alleati nel sobborgo nord-orientale di Nasser City al Cairo per esprimere sostegno all'ex presidente Mohamed Morsi, deposto con il colpo di stato del 3 luglio. Il ministero della Sanità parla di 66 vittime. Secondo i Fratelli Musulmani sarebbero invece oltre 120.
Il portavoce del dicastero, Khaled al-Khatib, ha spiegato che ci si è limitati al numero di cadaveri portati negli obitori, e a quello delle persone che sono ricorse alle cure degli ospedali. Le cifre ufficiali non corrispondono tuttavia a quanto riferito da diverse fonti giornalistiche presenti sul posto, a detta delle quali gli agenti e i soldati in assetto anti-sommossa starebbero continuando a sparare anche diverse ore dopo l'inizio dei disordini (l'agenzia Mena parla di 75 vittime). Questi sarebbero iniziati dopo che i manifestanti avevano cercato di bloccare il ponte 6 Febbraio, uno dei più importanti della capitale: per disperderli è iniziato un fitto lancio di lacrimogeni, cui la folla ha risposto a sassate e, sembra, con salve a pallini. A quel punto la situazione sarebbe degenerata, e le guardie avrebbero aperto il fuoco ad altezza d'uomo con i proiettili d'ordinanza.

Intanto emergono novità su Mohammed Morsi: è in buona salute e "non ha subito pressioni". A dirlo è Nasser Amin, capo della Ong per i diritti dell'uomo egiziana. Nasser non ha dato indicazioni sulla località di detenzione dei Morsi. Piuttosto, si è limitato a spiegare di non aver potuto incontrare personalmente l'ex presidente ma di aver avuto l'ex capo di gabinetto Tahtawi.(

Leggi tutto