Tunisia, ucciso leader opposizione. Riesplode la protesta

Proteste in strada a Tunisi giovedì 25 luglio (Getty)
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Mohamed Brahmi è stato freddato da alcuni colpi di pistola nel giorno in cui si celebrava il 56esimo anniversario della repubblica. Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare. Venerdì 26 luglio sciopero generale: allerta in tutto il paese

Freddato da una decina di colpi di pistola fuori della porta di casa, proprio nel giorno in cui si celebrava il 56esimo anniversario della Repubblica. E’ morto così Mohamed Brahmi, il secondo esponente dell'opposizione laica ad essere ucciso negli ultimi sei mesi in Tunisia, facendo tornare alta la tensione nel paese.
Brahmi, 57 anni, deputato dell'Assemblea costituente, già leader del Movimento del Popolo e da poche settimane coordinatore generale del nuovo partito Corrente Popolare, è stato assassinato giovedì 25 luglio nello stesso modo in cui il 6 febbraio fu colpito a morte Chokri Belaid. Si era appena seduto in macchina davanti alla sua casa dell'Ariana, nella Grande Tunisi, quando è stato raggiunto e colpito da due uomini in moto, che si sono subito dileguati.

Proteste nel paese - Alcuni familiari ed esponenti politici hanno accusato Ennahda, il Movimento per la Rinascita, per la sua morte, pur senza fornire prove, e nel Paese si sono scatenate immediatamente le proteste contro gli islamisti al potere. Folle si sono riversate davanti al ministero dell'Interno a Tunisi ma anche nelle strade di Sfax, disperse con lacrimogeni dalla polizia, e altre migliaia di persone sono scese in piazza a Sidi Bouzid, luogo di origine di Brahmi come di Mohamed Bouazizi, il giovane che dandosi alle fiamme diede origine alla rivoluzione tunisina. Nella zona le proteste sono anche sfociate in violenza, con attacchi a due sedi di Ennahda.
Ma il segretario del partito islamista, Rached Gannouchi, ha affermato che l'assassinio punta a "fermare il processo democratico della Tunisia e uccidere il solo modello di successo della regione, specialmente dopo le violenze in Egitto, Siria e Libia". L'attenzione di Ennahda è puntata soprattutto sulle sorti dei Fratelli Musulmani egiziani e del loro presidente Mohammed Morsi, destituito il 3 luglio dall'esercito sotto la pressione di enormi manifestazioni di piazza.

Allerta per venerdì 26, Tunisair cancella tutti i voli
- L'Ugtt, il maggior sindacato tunisino, ha proclamato per venerdì 26 luglio uno sciopero generale, mentre condanne dell'assassinio di Brahmi sono giunta dal presidente francese Francois Hollande e L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay.  Intano la Tunisair ha cancellato tutti i voli da e per la Tunisia previsti per venerdì.

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