Messico: arrestato Trevino, il superboss del narcotraffico

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Uno dei criminali più ricercati al mondo, soprannominato "Z-40", è stato preso dagli uomini della Marina messicana. Era a capo del cartello degli Zetas. Il dipartimento di Stato americano offriva 5 milioni di dollari per avere informazioni su di lui

Era noto per la crudeltà e per la quantità di tradimenti fatti nel corso di quasi 15 anni di "carriera" quale capo narco: Miguel Angel Trevino, 40 anni, conosciuto come "Z-40" e boss del cartello degli Zetas, è stato preso dagli uomini della Marina messicana.

La sua cattura - avvenuta nella città di Nuevo Laredo, alla frontiera degli Usa - rappresenta un duro colpo per gli Zetas, nati alla fine degli anni '90 da un gruppo di elite che uscì dall'esercito messicano per mettersi in proprio nelle fila del crimine organizzato. Trevino era uno degli uomini più ricercati al mondo. Il dipartimento di Stato americano offriva 5 milioni di dollari per avere informazioni su "Z-40". Anni fa era agli ordini del noto capo del cartello del Golfo Osiel Cardenas, da tempo in carcere negli Usa. Poi però era passato agli Zetas, dove divenne un boss molto potente grazie alla disponibilità di ingenti risorse finanziarie e ottime reti di comunicazioni.

Noto per i tradimenti e le esecuzioni degli avversari, oltre che per la crudeltà, visto che tra l'altro faceva bruciare i cadaveri dei suoi rivali per eliminare ogni traccia, divenne il capo degli Zetas quando prese il posto di Heriberto Lazcano, "Il Lazca", ucciso nell'ottobre del 2012. Secondo alcune fonti, "Z-40" riusciva a gestire l'invio dal Messico negli Stati Uniti di centinaia di chilogrammi di cocaina, oltre a partecipare anche nel contrabbando della droga dal Guatemala agli Usa.

Con lui alla guida, gli Zetas erano però passati dal business classico del narcotraffico ad altri "affari", quali la tratta degli esseri umani, la prostituzione e l'alcol, non solo in Messico, ma anche nei paesi del Centroamerica e in alcune aree del sud degli Stati Uniti. "Z-40" era stato vicino alla cattura nell'aprile del 2010, mentre era il numero due degli Zetas: riuscì a scappare per poco durante una sparatoria con soldati dell'esercito messicano nel ranch "Los Martinez" in un villaggio di Camargo, nello stato di Chihuahua.

Suo fratello, Josè, venne catturato nel giugno del 2012 negli Stati Uniti: gli investigatori lo scoprirono perché a nome degli Zetas gestiva diversi affari nel mondo dei cavalli da corso per riciclare denaro sporco. Ora sarà Miguel a finire in prigione, fatto che decapita il vertice degli Zetas e che allo stesso tempo rappresenta un successo per il presidente messicano Enrique Pena Nieto, al potere dal dicembre del 2012.

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