Datagate, Snowden chiede di restare in Russia

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La "talpa" ha incontrato all'aeroporto di Mosca i rappresentanti di alcune Ong. Agli attivisti ha chiesto aiuto per ottenere un asilo temporaneo, in attesa di partire in Sudamerica. Il portavoce di Putin: "Può rimanere se smette di danneggiare gli Usa"

Una richiesta di asilo temporanea alla Russia. Sarà questa la prossima mossa di Edward Snowden. La 'talpa' del Datagate rompe il silenzio e incontra i rappresentanti delle Ong per i diritti umani. Lo ha fatto inviando una lettera a varie associazioni e avvocati russi per invitarli a una conferenza privata che si è tenuta al Terminal F dell'aeroporto Sheremetevo di Mosca, dove si trova da 19 giorni. Il direttore esecutivo di Human Rights Watch Kenneth Roth ha twittato una foto di Snowden durante l'incontro, a cui hanno partecipato 13 persone. Si tratta della sua prima immagine resa pubblica da quando è esploso il Datagate. Al suo fianco si può vedere Sara Harrison, la legale di Wikileaks che lo segue sin dal suo arrivo da Hong Kong.

Le mosse di Snowden - Snowden ha chiesto ai difensori dei diritti umani di aiutarlo ad ottenere asilo in Russia. Lo ha riferito Tatiana Lokshina, dell'ong Hrw, presente all'incontro. "Lui vuole restare qui, per ora non può andare in America Latina", ha spiegato. Si tratterebbe quindi di una richiesta a scandenza, prima di volare in Sudamerica, quando ci saranno le condizioni. Il Cremlino non ha ancora ricevuto la richiesta di Snowden ma le condizioni restano le stesse: lo ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Putin, citato dalle agenzie russe. "Se le notizie corrispondono alla verità, per noi come punto di partenza restano le dichiarazione fatte da Putin", ha dichiarato, ricordando che il presidente russo aveva posto come condizione per l'asilo che Snowden cessasse la sua attività ai danni dei "nostri partner americani".

A quanto filtra dall'incontro, Snowden sarebbe intenzionato a rispettare questa clausola e avrebbe annunciato di non voler più danneggiare gli Usa. La notizia arriva dal deputato putiniano Viaceslav Nikonov dopo aver partecipato all'incontro all'aeroporto di Mosca. Secondo Nikonov, Snowden "non intende danneggiare gli Usa dato che è un patriota del suo Paese". La 'talpa' avrebbe detto "di aver già raccontato tutto quello che sapeva", ha aggiunto il deputato russo.


L'invito di Snowden - Nella lettera inviata alle ong, Snowden aveva scritto: "Sono stato estremamente fortunato a godere e accettare molte offerte di supporto e asilo da Paesi coraggiosi in mezzo mondo. Queste nazioni hanno la mia gratitudine. Sfortunatamente, nelle recenti settimane siamo testimoni di una campagna illegittima da parte di funzionari del governo Usa per negare il mio diritto a cercare e godere questo asilo in base all'articolo 14 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo".

La 'talpa' aveva poi attaccato gli Usa in riferimento all'episodio che ha coinvolto il presidente boliviano Evo Morales, il cui aereo venne bloccato all'aeroporto di Vienna perché si pensava ci fosse a bordo anche Snowden: "La dimensione del comportamento minaccioso è senza precedenti: mai prima nella storia gli Stati hanno cospirato per costringere ad atterrare un aereo di un presidente sovrano per cercare un rifugiato politico".

I destinatari delle missive - Tra gli invitati di Snowden c'erano l'attivista Vladimir Lukin, che ha partecipato all'incontro, l'avvocato Ghenrikh Padva, paladino della difesa dei diritti umani, che però non era presente per impegni personali. Altre missive sono arrivate ad Amnesty international, Olga Kostina (membro della Camera pubblica), gli attivisti di Hrw (che hanno poi diffuso la fotografia dell'evento), dell'ong polacca Krido legal, della rappresentanza Onu in Russia.

Usa "delusi" dalla Russia - "Gli Stati Uniti stanno lavorando con la Russia sullo status di Edward Snowden", "non c'è giustificazione per garantirgli l'asilo", ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney dopo l'incontro con gli attivisti. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki ha poi fatto sapere che gli Stati Uniti sono "delusi" dal fatto che la Russia abbia facilitato l'incontro con attivisti per i diritti umani e con la stampa a Mosca.

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