Con Papa Francesco giro di vite su pedofilia e corruzione

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Il Pontefice riforma la giustizia vaticana. Abolito l'ergastolo, si rafforzano le pene per i reati sui minori, introdotti i delitti contro l'umanità, come genocidio e apartheid. Così l'ordinamento della Santa Sede si adegua alle norme internazionali

A quattro mesi dalla sua elezione, Papa Francesco ha varato oggi una riforma della giustizia in Vaticano che introduce il reato di tortura, difende maggiormente i minori, punisce i delitti contro l'umanità e abolisce l'ergastolo, rimpiazzato dal carcere dai 30 ai 35 anni. L'annuncio delle nuove misure è venuto direttamente dalla sala stampa della Santa sede.

Il motu proprio per adeguarsi a convenzioni internazionali - Papa Bergoglio, dice il bollettino, ha adottato un Motu proprio in materia penale, e al tempo stesso la Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano ha approvato tre diverse leggi sia per le norme penali che le sanzioni amministrative. Il bollettino fa notare che le leggi adottate oggi di fatto sono un'ulteriore tappa di adeguamento dell'ordinamento giuridico vaticano alle norme internazionali, cominciato nel 2010 sotto il pontificato di Joseph Ratzinger.  In questo modo il Vaticano si adegua a una serie di convenzioni internazionali, tra cui quella contro i crimini di guerra, quella sul razzismo, quella sulla tortura e quella sui diritti dei minori, nonché la convenzione contro la corruzione.

Lotta ai reati contro i minori e alla corruzione
- In tema di minori si rafforzano le pene per delitti come la  vendita di minori, prostituzione minorile, violenza sessuale su minori atti sessuali su minore, pedopornografia, detenzione di materiale pornografico, arruolamento di minore.
Giro di vite anche contro la corruzione, con l'introduzione di "un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie".

Pene più severe per la sottrazione di documenti riservati - Tra le novità anche l'aumento delle pene per la sottrazione di documenti riservati dagli uffici vaticani, qualora i documenti abbiano particolare rilievo. L'introduzione nell'ordinamento vaticano dell'art. 116 bis per chi trafuga documenti  farà sì che chiunque riveli notizie riservate, come avvenuto di recente nel caso del 'corvo',  rischi ora da sei mesi e a due anni, con pene che possono arrivare  anche ad 8 anni. "Se il documento trafugato riguarda interessi di  particolare tenore e riservatezza - ha spiegato Giuseppe Dalla Torre,  presidente del Tribunale Vaticano, codice alla mano "le pene lievitano dai 4 agli 8 anni".

Introdotti i reati contro l'umanità - Nella riforma penale che entrerà in vigore in Vaticano dal prossimo 1 settembre sono stati anche introdotti reati relativi ai delitti contro l'umanità: prevista la specifica punizione di delitti come il genocidio e l'apartheid, "sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998". In conformità con quanto stabilito dal diritto internazionale è stato esplicitamente previsto il delitto di  tortura.

Il giusto processo - "In ordine alle disposizioni di procedura penale - si legge ancora nella nota - sono stati introdotti i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell'imputato".

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