Egitto, mandato di arresto per leader dei Fratelli musulmani

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Nove dirigenti della Fratellanza risultano ricercati per "istigazione alla violenza". Un portavoce ministeriale ha dichiarato che l'ex presidente Morsi "si trova in un luogo sicuro". Intanto il neo premier El Beblawi lavora alla formazione del governo

La procura generale egiziana ha ordinato l'arresto del leader della Fratellanza musulmana Muhammad Badia e del suo vice Mahmud Izzat Ibrahim. In tutto sono nove gli alti dirigenti del movimento islamico colpiti dal mandato di cattura oltre a un militante del partito. Per tutti l'accusa è di "istigazione all'omicidio e alla violenza" in relazione agli scontri di lunedì davanti alla sede della Guardia Repubblicana, in cui sono morte decine di persone. Un portavoce della Fratellanza ha replicato che nessun leader del movimento è stato arrestato e che le accuse costituiscono un tentativo di disturbare la protesta.

Morsi in un luogo sicuro - Intanto il portavoce del ministero degli Esteri Badr Abdelati ha dichiarato all'Ansa che il deposto presidente Mohammed Morsi si trova in "un luogo sicuro" e "contro di lui non ci sono ancora accuse da parte della giustizia. Viene trattato bene ma non gli è consentito di uscire per garantire la sua incolumità".

Le consultazioni di Beblawi - Nell'Egitto del dopo Morsi proseguono a ritmo serrato le consultazioni del neopremier ad interim Hazem el Beblawi, che ha annunciato di aver avviato i lavori per la formazione del nuovo governo. I primi ad essere consultati saranno i leader liberali Mohamed el Baradei and Ziad Bahaa-Eldin. Beblawi incontrerà i principali rappresentanti politici e istituzionali, a partire dal presidente ad interim Adly Mansur.

I Fratelli musulmani fuori dall'esecutivo - Secondo le fonti, a el Din potrebbe andare il ministero delle Finanze. I ministeri degli Interni, degli Esteri e della Difesa rimarranno invece in mano a uomini del precedente esecutivo. Entro venerdì prossimo Beblawi potrebbe annunciare la formazione dell'esecutivo. Nel quale con molta probabilità non faranno parte membri della Fratellanza musulmana, che hanno ribadito di non voler partecipare alla fase di transizione seguita a quello che definiscono un "golpe militare". Ai Fratelli musulmani sarebbero stati offerti due o tre ministeri. Ma i Fratelli continuano a respingere in blocco ogni passo della nuova fase politica.

Attentato nel Sinai - Intanto, in una giornata relativamente calma dal punto di vista delle manifestazione e degli scontri, arriva la notizia di un attacco a un checkpoint nel Sinai. Il bilancio è di due morti e sei feriti. Alcuni militanti islamisti avrebbero sferrato un raid contro le forze di sicurezza in un posto di controllo lanciando granate sparate con razzi e mitragliatrici pesanti.

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