Egitto, Mansour: elezioni entro sei mesi, El-Beblawi premier

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Il presidente ad interim ha varato un decreto che traccia una road map per la transizione. Ma il movimento anti-Morsi Tamarod protesta: "E' dittatoriale". All'ex ministro delle finanze l'incarico di formare un nuovo governo

L'Egitto prova a disegnare un percorso istituzionale per uscire dal baratro di violenza in cui è precipitato. Dopo gli scontri di lunedì 8 luglio in cui hanno perso la vita decine di militanti pro Morsi, è arrivata una bozza di percorso che dovrebbe tracciare la strada per i prossimi mesi. Il presidente a interim egiziano, Adly Mansour, ha emanato un decreto con la road map dei militari per la transizione del dopo Morsi. I punti cardine sono le modifiche alla Costituzione voluta dai Fratelli Musulmani, ora sospesa, da sottoporre a referendum e in seguito le nuove elezioni legislative che si terranno entro la fine del 2014. Nel tardo pomeriggio è arrivato inoltre la nomina a premier per il ministro delle finanze Hazem el-Beblawi.

Il percorso della road map - Il decreto ha fissato tempi stretti: entro 15 giorni va istituita una commissione costituente che entro due mesi presenti gli emendamenti alla nuova costituzione di stampo islamico. Gli emendamenti saranno quindi sottoposti a referendum popolare entro un mese dalla loro presentazione. Svolta la consultazione popolare, entro due mesi, cioé entro la fine dell'anno, si dovranno tenere le elezioni parlamentari. Solo allora, con una nuova costituzione e un parlamento funzionante, saranno indette nuove elezioni presidenziali.

Nuove proteste dei Fratelli musulmani - Mansour ha fatto anche una concessione ai Fratelli Musulmani mantenendo l'articolo della Costituzione che dichiara la sharia come la principale fonte della legge. L'annuncio del decreto, in piena notte, ha chiuso una giornata di sangue che ha fatto registrare almeno 51 morti negli scontri tra Fratelli musulmani e forze dell'ordine. La strage di sostenitori dell'ex presidente Morsi ha suscitato lo reazione della Fratellanza, che ha invitato i propri seguaci alla "rivolta popolare" e a occupare martedì tutte le piazze del Paese in segno di protesta.

La preoccupazione dell'Onu - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si è detto è "seriamente preoccupato" per l'escalation di violenza in corso in Egitto. In una nota, Ban precisa di essere "profondamente turbato" dalla notizia dell'uccisione di oltre 50 persone e ha condannato questi omicidi chiedendo che siano svolte indagini approfondite e indipendenti da parte di organismi competenti, per fare sì che i responsabili siano portati davanti alla giustizia. "Tutti i cittadini e i partiti politici", ha aggiunto, "devono lavorare in modo costruttivo per raggiungere il consenso sui prossimi passi che dovrà fare l'Egitto".

Movimento Tamarod: "Nuova costituzione dittatoriale" - A sorpresa uno stop alla nuova road map varata dal nuovo presidente Mansour, arriva dal movimento Tamarod, che ha guidato la rivolta contro Morsi nelle ultime settimane. Il movimento ha bocciato la costituzione temporanea, definendola "dittatoriale". "E' impossibile da accettare perché fonda una nuova dittatura. Trasmetteremo al presidente un emendamento", ha dichiarato il gruppo sul profilo ufficiale su Twitter.

El Beblawi nuovo premier
- Nel tardo pomeriggio sarebbe poi arrivata anche la nomina a premier del ministro delle Finanze, Hazem el-Beblawi, incaricato  ufficialmente dal presidente Adly Mansour di formare il governo. A darne notizia il sito del quotidiano ufficiale al-Ahram, secondo cui sarebbero già cominciate le consultazione per la scelta della squadra che dovrà traghettare l'Egitto verso nuove elezioni democratiche entro la fine dell'anno. El-Beblawi, economista di orientamento politico  liberale, faceva parte dell'esecutivo di transizione del dopo-Mubarak  giudato da Essam Sharaf.  Mohamed El Baradei, il cui nome era circolato nei giorni scorsi come possibile premier, sarebbe invece stato nominato vicepresidente con delega agli Affari esteri.

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