Datagate, ecco cosa rivelano i nostri metadati

Le informazioni contenuti nei metadati di una casella Gmail visualizzate con Immersion, tool del MIT Media Lab.
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"Nessuno ascolta le vostre telefonate" ha rassicurato Obama all'indomani dello scandalo Prism. Eppure i "dati sui dati" possono svelare molte cose sul nostro conto. Come dimostra "Immersion", nuovo tool del MIT che visualizza i network delle nostre email

"Nessuno ascolta le vostre telefonate", era stata la rassicurazione di Barack Obama all'indomani della scoperta dei programmi di intercettazione del traffico telefonico e Internet messo a punto dalla NSA.
"Si tratta solo di metadati", aveva chiarito la senatrice democratica  Dianne Feinstein, presidente del Senate Select Committee on Intelligence. Dello stesso avviso era stato James Clapper, direttore della National Intelligence, mentre per gli attivisti dell'Electronic Frontiers Foundation, i metadati possono far emergere molti dettagli delle nostre conversazioni.
E allora cosa rivelano di noi i "metadati"?  I metadati telefonici, ad esempio, assomigliano molto ai tabulati che riceviamo insieme alle bollette: svelano il numero di ogni persona chiamata, oltre alla durata, l'orario, la località da cui è stata effettuata.
E, come ricorda The Guardian in questa visualizzazione interattiva, lo stesso vale anche per i metadati delle email, le foto, i post e le ricerche online.

Immersion, il tool del MIT - Per testare quali informazioni sono contenute nei metadati della casella di posta elettronica si può ora provare "Immersion", servizio online sviluppato dal MIT Media Lab (per ora funziona solo con Gmail).
Basta autorizzare il proprio account e, nel giro di pochi secondi, si potranno visualizzare tutta una serie di informazioni sul nostro conto: le persone con cui scambiamo più messaggi; i network di cui fa parte ogni nostro contatto; il volume di email in entrata e in uscita negli anni; chi ha introdotto per la prima volta un contatto; i "collaboratori" con cui si hanno più conversazioni e via dicendo. Anche senza accedere ai contenuti, "i metadati possono tracciare un profilo molto chiaro sulla nostra personalità", ha commentato Ethan Zuckerman, direttore del MIT Media Lab.
"Quando visualizzi il network dei tuoi contatti (…) inizi a capire che non interagisci solo con la persona con cui scambi l'email, ma con una ragnatela di individui, ognuno dei quali è connesso ad altri attraverso decine o centinaia di percorsi indiretti che esistono anche in tua assenza", ha spiegato al Boston Globe César Hidalgo, uno dei tre ideatori del tool.
Immersion può essere provato da chiunque abbia un account Gmail. Dopo il test si possono eliminare tutti i dati in maniera sicura. In alternativa, si può visualizzare una demo effettuata con un account.

Video: come funziona Immersion



Il caso Malte Spitz - Un'altra dimostrazione delle tante informazioni che possono essere estratte dai metadati è stata offerta due anni fa da Malte Spitz, politico tedesco del partito dei Verdi. Spitz ha citato in giudizio T-Mobile dopo aver scoperto che l'operatore telefonico raccoglieva i metadati del suo telefono cellulare. Il politico ha così deciso di passare questi dati alla testata Zeit Online che l'ha incrociati con tutte le informazioni pubblicamente accessibili (tweet, post, geolocalizzazioni, etc). Ne è uscita una visualizzazione interattiva che racconta nei minimi dettagli ogni suo spostamento. Come ha scritto lo stesso Spitz in un editoriale pubblicato di recente dal New York Times, immaginate quante altre informazioni si potrebbero avere sul suo conto se si potesse incrociare i metadati telefonici con quelli degli altri servizi web monitorati dall'NSA.

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