Datagate, l'ira dell'Ue: no a libero scambio con chi ci spia

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Dopo le rivelazioni dello Spiegel, dura presa posizione del commissario europeo Reding. Berlino e Parigi chiedono spiegazioni. Il Guardian parla di un presunto ruolo dell'Italia, ma poi ritira l'articolo. Correa: "Destino di Snowden in mani della Russia"

Crescono i malumori in Europa dopo le rivelazioni dello Spiegel, secondo cui il programma di sorveglianza della National Security Agency americana riguardava anche molti Paesi europei e persino istituzioni e rappresentanze dell'Ue che sarebbero stati spiati.

Ue: No a negoziati sul libero scambio con chi ci spia
-  Dopo che il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, ha avvertito che il caso potrebbe avere "un impatto grave sui rapporti" bilaterali, anche la Commissione europea ha fatto sapere attraverso un portavoce che sta procedendo "alle necessarie indagini e verifiche" e la vicepresidente della Commissione Ue e responsabile Giustizia Viviane Reding ha rincarato la dose. "I partner non si spiano l'uno con l'altro - ha dichiarato Reding - non possiamo negoziare un grande mercato transatlantico se c'è anche il minimo dubbio che i nostri partner fanno attività di spionaggio negli uffici dei nostri negoziatori". Come se non bastasse, sono arrivati poi i moniti agli Usa di Parigi e Berlino.

Berlino: Comportamento da Guerra fredda
- La Germania, da parte sua, con il ministro della Giustizia Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ha affermato che Washington "deve fornire spiegazioni immediate e approfondite se le notizie di stampa su un uso del tutto sproporzionato delle intercettazioni nell'Ue siano attendibili o meno". "Supera ogni immaginazione", ha sottolineato l'esponente liberale, "pensare che i nostri amici degli Usa guardino agli europei nel modo in cui si guardava ai nemici durante la Guerra fredda". Secondo quanto riferito dallo Spiegel, la Nsa acquisisce in media ogni mese i dati di 500 milioni di comunicazioni soltanto in Germania, tra mail, contatti su Internet, sms e conversazioni telefoniche. Ovviamente Mosca non si è fatta sfuggire l'occasione per attaccare Washington: "E' un altro colpo all'immagine democratica degli Stati Uniti", ha commentato Alexei Pushkov, presidente della Commissione Esteri della Duma.

Anche la Francia chiede spiegazioni - E anche la Francia ha chiesto agli Stati Uniti spiegazioni sulle informazioni filtrate sulla stampa di uno spionaggio sistematico ai danni dell'Europa e delle sue istituzioni da parte dell'agenzia americana Nsa. A renderlo noto, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.

Il Guardian online parla di complicità di Paesi europei, ma poi ritira articolo - Restano invece molti dubbi sull'altra rivelazione pubblicata dal sito del Guardian secondo cui sette governi europei, tra cui anche Italia e Germania, avrebbero accordi segreti con gli Stati Uniti per passare dati personali alla Nsa. Il sito del quotidiano inglese, che aveva rilanciato la notizia, sabato sera ha rimosso l'articolo spiegando di essere "in attesa dei risultati di un'indagine". Secondo un blog ospitato sul sito di del quotidiano inglese, il Telegraph, la fonte della notizia, Wayne Madsen, sarebbe risultata essere poco credibile e già in passato avrebbe fatto false rivelazioni come quella su una presunta omosessualità di Barack Obama.
In un'intervista al blog PrivacySurgeon.org ripresa dal quotidiano inglese, Madsen sosteneva che gli accordi di spionaggio risalissero addirittura agli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra, quindi a ben prima dell'era di Internet.

I servizi italiani smenticono il Guardian - Fonti degli 007 italiani, citate dall'Ansa, hanno smentito categoricamente la notizia del Guardian. I servizi parlano di collaborazione in funzione anti-terrorismo ma escludono la consegna di dati personali.

Correa: "Il destino di Snowden è nelle mani della Russia"
- Per quanto riguarda invece il destino della "talpa" Snowden, il presidente ecuadoriano Rafael Correa ha ribadito in un'intervista alla Reuters che il suo destino è nelle mani della Russia, dove ancora si trova. "Dipende dalle autorità russe se Snowden può lasciare l'aeroporto di Mosca per un'ambasciata ecuadoriana", ha spiegato Correa, precisando che il suo governo non può esaminare la richiesta di asilo fino a che l'ex analista della Nsa non entri nel suolo ecuadoriano o in una sua ambasciata.

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