Egitto nel caos: quattro vittime, tra cui anche un americano

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Scontri tra sostenitori e oppositori di Morsi alla vigilia del primo anniversario della sua presidenza. Assaltate le sedi dei Fratelli Musulmani. Tre morti ad Alessandria, una persona è deceduta in un’esplosione a Port Said. Gli Usa: via i diplomatici

E' di nuovo caos in Egitto, alla vigilia del 30 giugno, la giornata del primo anniversario di presidenza di Mohamed Morsi e che movimenti e opposizioni vorrebbero segnasse l'inizio della fine del 'regno' dei Fratelli musulmani. Negli scontri ad Alessandria sono morte tre persone, tra cui un cittadino americano ucciso da una coltellata. I feriti sono centinaia, molti colpiti da proiettili a pallettoni. E nella serata del 28 giugno un'esplosione di natura ancora incerta a Port Said ha causato un morto e diversi feriti durante un raduno contro il presidente: secondo alcune fonti potrebbe trattarsi di una bombola di gas di un ambulante, secondo altri di un ordigno.

Quattro vittime - Le piazze contrapposte di pro e anti Morsi hanno messo in atto una prova di forza a distanza, nelle regioni del nord del paese, in particolare nel Delta, dove esplodeva la rabbia contro la Fratellanza. La contrapposizione frontale fra coloro che sostengono il primo presidente proveniente dalle fila dei Fratelli musulmani e coloro che invece vogliono che se ne vada, accusandolo di avere trascinato il paese in una crisi durissima e di averlo spaccato a metà, è diventata visibile e tangibile. Sedi della fratellanza sono state assaltate ad Alessandria, e in varie località del delta del Nilo, dove da mercoledì 26 giugno il bilancio delle vittime è salito a cinque persone. Ad Alessandria la sede della Fratellanza è stata data alle fiamme davanti ad una folla che inneggiava contro la guida spirituale del movimento. Proprio qui si trovava l'americano che è stato ucciso, notizia confermata anche dagli Stati Uniti. Le altre vittime sono un manifestante dell'opposizione e un esponente dei Fratelli musulmani.

L'americano ucciso uno studente 21enne. Obama: via i diplomatici - La vittima di nazionalità americana è uno studente di 21 anni. A identificarlo, riferisce la Cnn online, è stata la famiglia. Il giovane si chiamava Andrew Driscoll Pochter e frequentava il Kenyon College, nell'Ohio: si era trasferito ad Alessandria per insegnare inglese ai bambini di 7-8 anni. In base alle prime informazioni, lo studente è stato accoltellato da un manifestante mentre assisteva alle marce di protesta. Dopo le violenze, l'amministrazione Obama ha lanciato l'allarme chiedendo ai cittadini americani di evitare, se non è necessario, di andare in Egitto e autorizzando allo stesso tempo tutto il personale diplomatico non essenziale a lasciare il Paese assieme alle loro famiglie, almeno sino a quando la situazione non migliorerà.

Migliaia di persone in piazza Tahrir - Nella serata del 28 giugno la piazza degli anti Morsi, la piazza Tahrir simbolo anche della rivolta contro Mubarak, e il piazzale davanti alla moschea Rabaa el Adaweya, scelta dagli islamici per il loro sit in di sostegno a Morsi, erano colme di decine di migliaia di persone. Il portavoce della Fratellanza Gehad el Haddad ha accusato 'teppisti' dell'ancien regime di aver lanciato gli attacchi alle sedi della Fratellanza, ma anche rilanciato su twitter le voci secondo le quali a piazza Tahrir sono state distribuite foto dell'ex rais Hosni Mubarak. Il leader del fronte di salvezza nazionale di opposizione Mohamed el Baradei ha tentato di calmare la situazione condannando qualsiasi tipo di violenza. "Più pacifici siamo più forti diventiamo", ha scritto in un messaggio su Twitter. In una giornata carica di tensione l'esercito ha nuovamente fatto sentire la sua voce. Il portavoce delle forze armate Ahmed Ali ha detto di volere "rassicurare" gli egiziani sottolineando che l'esercito protegge loro e i loro beni, consapevole del suo ruolo nel compiere "questa missione".

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