Datagate, Der Spiegel: diplomatici europei spiati dagli 007

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Secondo il sito del settimanale tedesco, la Nsa intercettava anche le comunicazioni delle rappresentanze Ue a Washington. Schulz: "Diano spiegazioni". Presunto ruolo dell'Italia in un articolo poi rimosso

Nuovo colpo di scena nel Datagate, lo scandalo di spionaggio che coinvolge l'agenzia di intelligence del Pentagono, la Nsa: gli Usa spiano anche l'Unione europea. E' quanto rivela la versione online del settimanale Der Spiegel, che ha potuto consultare una parte dei documenti in possesso di Edward Snowden il 29enne ex agente governativo della National Security Agency americana e da giorni nell'aerea di transito dell'aeroporto di Mosca. Accusato di spionaggio dalle autorità Usa e per questo formalmente incriminato, Snowden, al quale gli Stati Uniti hanno revocato il passaporto, attende allo scalo Sheremetevo che l'Ecuador accetti la sua richiesta di asilo.

Gli 007 spiavano i diplomatici Ue - Le rivelazioni pubblicate dallo Spiegel online, intanto, fanno andare su tutte le furie il presidente dell'Europarlamento: "E' uno scandalo enorme", dice all'Ansa Martin Schulz, e Washington deve dare spiegazioni immediate. Il settimanale tedesco scrive che gli 007 statunitensi spiavano i diplomatici europei a Washington e a New York, ma avrebbero anche intercettato i computer e i telefoni dell'Unione europea, forse anche quelli dei leader, a Bruxelles. Le rivelazioni sono contenute in nuovi documenti di Edward Snowden e stanno irritando ancora di più i vertici dell'Ue, già di pessimo umore dopo le prime rivelazioni del Datagate, con milioni di telefonate intercettate in Europa e in tutto il mondo.
Der Spiegel cita un documento 'top secret' della Nsa, nel quale l'Europa viene definita un "target" e in cui si spiega che erano finiti nel mirino degli 007 a stelle e strisce i telefoni e i computer dell'Ue a New York e a Washington, con accesso anche alle email e ai documenti in preparazione. Inoltre, sempre secondo il settimanale tedesco, circa cinque anni fa i responsabili della sicurezza Ue, a causa di disturbi nelle telefonate, si sono accorti che alcune delle comunicazioni del Justus Lipsius, il palazzo che ospita il Consiglio Ue e i vertici dei leader europei, venivano intercettate a distanza.
Le ricerche avviate in quel momento hanno permesso di scoprire che le intercettazioni erano gestite da una delle aree schermate accanto al quartier generale della Nato, nella vicina Evere, dove la Nsa si era installata. Nel Justus Lipsius, ogni singola delegazione europea dispone di spazi privati, con linee telefoniche e collegamenti internet. Quindi potrebbero essere anche state registrate comunicazioni sensibili tra capi di Stato e di governo europei.

Schulz: "E' un enorme scandalo" - A Bruxelles, il primo a reagire è stato il vicepresidente italiano del Parlamento europeo, Gianni Pittella, che si è detto "allibito". Poco dopo è stata la volta di Schulz. "Se è vero, è un enorme scandalo" sul quale "gli Usa devono dare immediate spiegazioni". Fosse confermato lo spionaggio a danno dell'Ue, "incrinerebbe gravemente il rapporto con gli Usa ed avrebbe serie conseguenze su ogni tipo di relazione".

Biden chiama Correa - Negli Stati Uniti, intanto, la tensione sul caso rimane molto alta. Lo conferma la telefonata tra il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente dell'Ecuador Rafael Correa. In una conferenza stampa ad Aromo, Correa ha riferito che Biden gli ha chiesto di "rifiutare la richiesta di asilo" di Snowden, che Quito si è detta pronta ad esaminare. Un altro hacker di primo piano ricercato dagli Stati Uniti, il numero uno di Wikileaks, Julian Assange, si trova da oltre un anno nell'ambasciata ecuadoriana a Londra. Nella stessa conferenza stampa, Correa non ha risparmiato una 'frecciata' a Washington, definendo il Datagate "il più grande caso di spionaggio su ampia scala nella storia dell'umanita', all'interno e all'esterno degli Stati Uniti".

L'Italia nelle nuove rivelazioni del Guardian in un articolo poi rimosso
- Nella serata di sabato il Guardian ha inoltre pubblicato sul suo sito nuove rivelazioni secondo cui diversi paesi europei, tra cui anche Italia e Germania, avrebbero un accordo con gli Stati Uniti per il passaggio di dati personali alla National Security Agency. Il quotidiano inglese cita un presunto ex collaboratore della Nsa Wayne Madsen, intervistato dal blog PrivacySurgeon.org. Il Guardian, dopo aver pubblicato la notizia, ha però rimosso l'articolo dal proprio sito, sostenendo che il tema necessita di maggiori verifiche.

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